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il ricordo  

«Renato era un “omone” buono»

di Samuele Govoni
«Renato era un “omone” buono»

Colleghi e conoscenti increduli: brava persona, gran lavoratore

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BONDENO. «Era una bravissima persona, può sembrare scontato dirlo ma era proprio così: un “omone” buono». I colleghi di lavoro di Renato Secchieroli, l’uomo deceduto la notte scorsa in un incidente stradale a Felonica, non sanno cosa dire, sono ancora increduli. «Lavorava qui dal 2011, era ben voluto da tutti. Stamattina (ieri per chi legge, ndr) lo aspettavamo qui ma poi abbiamo ricevuto la telefonata del figlio che ci ha informato dell’accaduto, non potevamo crederci. E pensare che venerdì a fine giornata ci siamo salutati dicendo: “Ci vediamo domani”. Purtroppo è andata diversamente».

Secchieroli, 54 anni, era dipendente alla Bregoli Group, azienda bondenese che si occupa di carrelli elevatori e macchine movimento terra. «Renato era meccanico ma all’occorrenza era anche saldatore, verniciatore; sapeva fare tutto e poi gli piaceva il suo lavoro. Era sempre gentile e ben disposto nei confronti delle persone. A volte – proseguono i colleghi – veniva qui anche la domenica, a sistemare e mettere in ordine, gli piaceva prendersi cura di questo posto». Secchieroli, viveva a Malcantone, piccola località nei pressi di Montemerlo (vicino a Scortichino). Con lui abitavano la moglie Antonella e il figlio Maurizio. Lo scorso anno il 54enne si era sottoposto ad un delicato intervento al cuore ma, come ha detto chi lo conosceva: «Si era ripreso benissimo». «Si era rimesso praticamente subito e stava bene – concludono i colleghi commossi – Il destino è strano, superi un intervento a cuore aperto e poi puoi andartene così, in una notte qualunque». Secchieroli, descritto come uomo buono ma allo stesso tempo riservato, andava spesso al bar della stazione ferroviaria di Bondeno, il pit stop. Passava di là a prendere il caffè.

«È una notizia tremenda – affermano le bariste Cristina Poletti e Chiara Trevisani – Ci vedevamo praticamente tutti i giorni e proprio la settimana scorsa scherzavamo sul fatto che avrebbe dovuto fermarsi un pochino per riposare perché era sempre in moto. Siamo ancora incredule».

La notizia ha lasciato sgomenti anche alcuni clienti del bar che conoscevano di vista Secchieroli. «Era una degna persona – dicono – onesto e bravo». Appassionato di pesca e di moto, passioni che poi ha trasmesso anche al figlio Maurizio, Renato non riusciva mai a stare con le mani in mano. «Lavorava tanto – dicono i vicini – e anche a casa faceva sempre qualcosa, qualche lavoretto. Per lui era un passatempo, un divertimento. A stare fermo si annoiava, era fatto così». Nei prossimi giorni verrà fissata la data dei funerali, occasione per la comunità di dare l’estremo saluto al compaesano scomparso.

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