paola boldrini
Sanità cambiata e record di presenze
Una settantina di spettatori, tra i quali il sindaco Tiziano Tagliani, il consigliere regionale Marcella Zappaterra e il segretario dem, Luigi Vitellio, che ha anche introdotto l’incontro, hanno...
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Una settantina di spettatori, tra i quali il sindaco Tiziano Tagliani, il consigliere regionale Marcella Zappaterra e il segretario dem, Luigi Vitellio, che ha anche introdotto l’incontro, hanno affollato la saletta dell’Hotel Carlton per il resoconto dell’attività parlamentare di Paola Boldrini. Un segnale dell’attenzione che la deputata, nel corso di soli tre anni di attività parlamentare, è riuscita a catalizzare dal territorio di riferimento, cresciuta di pari passo con le possibilità di riconferma che all’inizio della corsa alle candidature non erano molto quotate. Con l’aiuto di Ester Maragò, del giornale on line Quotidiano sanità, Boldrini ha ricordato i risultati più rilevanti che ha contribuito a centrare, a partire dall’inserimento della medicina di genere nel Piano sanitario nazionale («se ne parlava da decenni, è una proposta di legge nata a Ferrara»), i passi decisivi per inserire nei Lea la fibromialgia (dai 2 a 3mila malati ferraresi degli oltre 2 milioni a livello nazionale), la cura della talassemia, i contributi a leggi come testamento biologico, Dopo di noi, unioni civili. «Leggi che vanno perfezionate? Sì, intanto sono diritti garantiti» ha sottolineato la deputata. Tra i solleciti dalla platea, la messa a regime a livello nazionale del Registro tumori, proposta della quale Boldrini è prima firmataria. Tiziana Bellini (Unife) ha espresso soddisfazione per il Centro di ricerca di Medicina di genere di cui a breve verrà nominato il direttore.
Anche i numeri sono indicativi: 34 mozioni, 36 interpellanze, 170 emendamenti, 18 ordini del giorno in assemblea; il 90,34% di presenze in aula suggerisce un commento su quanto di recente ha detto Renzi in tv, «sono favorevole all’idea di una forma di premialità, come a scuola, sulla base delle presenze alla votazione, anche in termini di stipendio: c’è un obbligo in questo senso».
Anche i numeri sono indicativi: 34 mozioni, 36 interpellanze, 170 emendamenti, 18 ordini del giorno in assemblea; il 90,34% di presenze in aula suggerisce un commento su quanto di recente ha detto Renzi in tv, «sono favorevole all’idea di una forma di premialità, come a scuola, sulla base delle presenze alla votazione, anche in termini di stipendio: c’è un obbligo in questo senso».
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