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Troppi ragazzi lasciano le aule

Troppi ragazzi lasciano le aule

Abbandono scolastico, nel Basso Ferrarese il 25% di giovani non va alle superiori

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COMACCHIO . Lavorare precocemente sui campanelli d’allarme che in genere precedono l’abbandono scolastico (ribellione, disattenzione, insuccesso, lunghe assenze, autoesclusione) è l’imperativo attorno al quale si muove il Tavolo adolescenza del distretto sud-est.

A fronte di una media regionale di dispersione scolastica, pari al 15%, la provincia di Ferrara registra una percentuale maggiore, intorno al 19%, che nel Basso Ferrarese sale al 25%, sfiorando, in alcuni Comuni, il 30%. Sono in prevalenza schiacciante i ragazzi ad abbandonare anzitempo la scuola (70%), rispetto alle ragazze (30%), in una fascia d’età compresa tra i 15 e i 18 anni. Sempre secondo le statistiche, il 57% dell’abbandono (dato nazionale) è da addebitare ad un errato orientamento.

Queste le premesse del convegno che si terrà il 30 gennaio, alle ore 14, a Palazzo Bellini, durante il quale saranno illustrate le linee guida di un progetto pilota a livello provinciale, teso al contrasto della dispersione scolastica, assunto a modello di riferimento dalla Regione Emilia Romagna.

In seno alla Conferenza territoriale socio-sanitaria è stato istituito «un tavolo istituzionale multidisciplinare e trasversale per l’adolescenza - ha spiegato ieri mattina Patrizia Buzzi, responsabile del Servizio pubblica istruzione, in qualità di coordinatrice del tavolo -, che ha attivato un confronto con tutti gli attori del territorio, per definire linee guida contro la dispersione scolastica».

Si tratta di un documento di orientamento per le scuole, uno strumento di lavoro già adottato dall’inizio del corrente anno scolastico da tutti i 7 istituti comprensivi e i 4 superiori del comprensorio del Delta.

L’assessore alla pubblica istruzione Maria Chiara Cavalieri, ringraziando istituzioni, scuole, enti, terzo settore, Asp del Delta e centro di formazione professionale Cesta per il lavoro sinergico condiviso, ha rilevato che «le scuole non devono sentirsi sole, c’è una priorità di intervento e questo è un vero patto educativo/formativo tra scuola e territorio, che può portare risultati positivi».

D’accordo Giovanni Lolli, presidente del Centro di formazione professionale Cesta, che si è soffermato sui tre ambiti di sperimentazione delle linee guida, puntando «all’innovazione didattico-metodologica per uscire dalla standardizzazione del processo di insegnamento, passando all’individualizzazione, con l’obiettivo di fare sistema tra tutti gli attori in campo».

Iole Zappaterra, direttrice dell’Asp Delta Ferrarese, ha rimarcato come «talora l’abbandono scolastico genera disagio e fa avvicinare alle sostanze stupefacenti. Le soluzioni vanno trovate con il territorio e con il sociale». Sono intervenuti anche Neda Tumiati, in rappresentanza dell’Ufficio scolastico provinciale e i docenti Simonetta Graziani e Marco Zagni dell’Istituto Guido monaco di Pomposa.

Katia Romangoli

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