Così le scuole si difendono contro furti e intrusioni
Sistemi di allarme, telecamere e controlli notturni per i 54 istituti superiori Distributori senza monetine per non incoraggiare le bande delle macchinette
Le scuole continuano a rappresentare un obiettivo appetibile per i malviventi, attratti dal materiale informatico di valore e facile da piazzare: la razzia alla scuola elementare statale di Pontegradella di qualche giorno fa ne è la conferma, con un colpo che ha assicurato ai banditi un grosso bottino tra pc e tablet.
Incursioni notturne di questo tipo non sono mancate anche in passato, ma proprio per questo negli ultimi anni le scuole dell’infanzia e primarie gestite dal Comune, e gli istituti superiori di competenza della Provincia, hanno adottato le contromisure necessarie a rendere la vita più difficile ai ladri.
«Quasi tutte le 54 scuole superiori che fanno capo alla nostra amministrazione sono state attrezzate con sistemi antifurto», spiega Leonardo Bottoni, tecnico della provincia addetto alla manutenzione scolastica. La quasi totalità degli istituti, prosegue, è dotata di un impianto di allarme, e per le poche che ancora ne sono prive è stato stipulato un contratto con l’istituto di vigilanza Coopservice che prevede vari passaggi notturni.
In alcuni casi inoltre la protezione è stata rafforzata con l’installazione di telecamere di videosorveglianza. Un esempio è quello del liceo classico Ariosto di Ferrara, diventato per certi aspetti un’area sensibile per la presenza notturna, nel parcheggio attiguo, di personaggi poco raccomandabili. Ora l’intera zona del cortile è controllata da occhi elettronici grazie alla presenza di due telecamere esterne.
Bocciate, invece, sbarre e inferriate alle finestre, per evitare di conferire agli edifici scolastici un aspetto troppo opprimente. «Là dove erano già presenti, ad esempio nelle sedi ospitate da palazzi storici, sono state naturalmente mantenuti, ma negli immobili di più recente costruzione si è preferito se necessario adottare vetri antisfondamento», spiega ancora Bottoni.
Ma i “topi di scuola” non sempre mirano al materiale informatico. Chi si ricorda delle bande delle macchinette che fino ad alcuni anni fa facevano parlare di sé con fastidiosa frequenza? Forti della mancanza di allarme che allora caratterizzava gli istituti scolastici, questi ladri si introducevano nelle scuole, scassinavano i distributori automatici e facevano man bassa di monetine. «Adesso i distributori non contengono più soldi - conclude il tecnico - I ragazzi caricano una chiavetta e il servizio si svolge senza introduzione di monete nella macchinetta. C’è un avviso, a questo proposito, affisso sui distributori, ma la novità si è diffusa molto con il passaparola, e da allora furti di questo tipo sono molto meno frequenti. È successo tempo fa al liceo Roiti, e i ladri in mancanza di meglio hanno rubato le merendine. Ma il sistema sta comunque funzionando bene come deterrente».
Anche le scuole d’infanzia e primarie gestite dal Comune, ha sapere il dirigente dell’Istituzione Scuola Mauro Vecchi, sono corse ai ripari: «Molte scuole adesso hanno l’allarme, l’elementare svaligiata a Pontegradella è una scuola statale».
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