Marcia per la pace Comacchio risponde all’appello del Papa
Lungo corteo partito dal duomo e arrivato in municipio In piazza le testimonianza di chi è riuscito a salvarsi
COMACCHIO. Anche quest'anno la “Giornata mondiale della Pace” è stata celebrata in laguna con una marcia simbolica dalla concattedrale sino alla gradinata del municipio. Qui Andrea, coordinatore degli educatori dell’azione cattolica ha consegnato all’assessore Maria Chiara Cavalieri il messaggio di Papa Francesco. «Con spirito di misericordia, abbracciamo tutti coloro che fuggono dalla guerra e dalla fame o che sono costretti a lasciare le loro terre - l’accorato appello del Santo Padre - a causa di discriminazioni, persecuzioni, povertà e degrado ambientale. Tutti gli elementi di cui dispone la comunità internazionale indicano che le migrazioni globali continueranno a segnare il nostro futuro. Alcuni le considerano una minaccia. Io, invece, vi invito - prosegue Papa Francesco - a guardarle con uno sguardo carico di fiducia, come opportunità per costruire un futuro di pace».
I bimbi delle scuole e i fedeli, guidati da don Ruggero Lucca, hanno poi ascoltato il toccante racconto di due profughi, Alieu, 20enne gambiano e Mervat, 25enne siriana, sfuggiti a guerre e persecuzioni, che insanguinano i loro Paesi di origine.
«Sono stato accolto come un fratello da una famiglia di Comacchio - ha dichiarato il giovane gambiano - qui ho ritrovato la vita, la pace, la speranza per il futuro e anche il lavoro. Tutti i giorni vado al lavoro a San Giuseppe in bicicletta. Ringrazio con il cuore - ha concluso Alieu - chi mi ha aiutato».
Altrettanto intenso e toccante il racconto di Mervat, giovane laureata, che ha completato gli studi in Italia, dopo la fuga da Aleppo. «Distruggere Aleppo significa distruggere i sogni - ha detto Mervat commuovendo tutti con i ricordi dei bombardamenti - il mio pensiero va a quei bambini, che hanno perso la famiglia, la casa e il loro futuro. Bisogna pregare, avere fede - ha aggiunto la giovane siriana -, unica risorsa di vita da cui attingere per contrastare la nostra fragilità umana».
Dopo aver citato le parole chiave del messaggio del Papa, accogliere, proteggere, promuovere (dialogo, sostegno contro ogni sorta di chiusura) ed integrare, l'assessore Maria Chiara Cavalieri ha ringraziato tutti, ricordando che «costruire la pace significa cercare giustizia. La pace è un processo sempre in corso, impegna non solo le istituzioni, ma anche i popoli, le comunità, i singoli. Vanno disinnescate le mine che possono far esplodere conflitti, l'ingiustizia, la povertà, la corrosione dei processi democratici».
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