Ammalata di diabete ora deve pagarsi le scarpe
La donna necessita di calzature speciali per poter camminare senza zoppicare «Prima potevo averle gratis, adesso devo comprarle al prezzo di 400 euro»
«Sono seguita dal Centro Antidiabetico da almeno dieci anni, prima per le pastiglie e poi per insulina, aghi e strisce. Poi da sei anni avendo un ‘piede diabetico neuropatico’ ho usufruito anche delle scarpe apposite che mi consentono di non zoppicare. Per la lungaggine burocratica del percorso da seguire, dalla domanda alla consegna delle scarpe, passavano circa tre mesi per cui in sei anni ne ho avute quattro paia. Ma adesso mi è stato detto che la sanità pubblica non le passa più per cui dovrò pagare circa 400 euro, ovvero il loro costo compreso il plantare».
A Nelly Poletti, che denuncia la situazione per lei e per tanti altri numerosi pazienti affetti dallo stesso problema, è stato tolto il diritto di ricevere gratuitamente questo ausilio importantissimo, e ora lei e tanti altri dovranno affrontare una spesa consistente se vorranno camminare bene. «Capisco i tagli alla sanità - prosegue Nelly - ma forse si sta un po' esagerando e lo stesso disagio, anche se da un altro punto di vista, lo accusano anche le Sanitarie che hanno visto calare il loro lavoro perché non tutti possono affrontare una spesa così elevata e quindi rinunciano alla scarpa nuova e utilizzano quella vecchia con il rischio di zoppicare».
Dopo aver subito lo scorso anno un furto nella sua abitazione, Nelly era stata colta da malore ma nonostante le cure del medico che aveva comunque sottovalutato i sintomi, non si era più ripresa; per questo aveva voluto recarsi a una visita a pagamento all'ospedale di Cona da un cardiologo, ma proprio mentre era in attesa era stata colpita da infarto, immediatamente ricoverata e sottoposta alle cure. «Oggi, dopo quell'episodio, sono costretta a prendere diversi farmaci - aggiunge - ed essendo davvero tanti, ho dovuto sostituire le pastiglie per il diabete con l'insulina. L'altra spiacevole sorpresa l’ho ricevuta in questi giorni in farmacia perché ho pagato una notevole cifra per il ticket che prima, avendo una classe di reddito bassa e l'età superiore a 65 anni, non pagavo. Mi chiedo perché debbano sempre colpire i malati e non altre categorie privilegiate».
Margherita Goberti
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