Finisce in acqua con la bici e rischia l’ipotermia
Portomaggiore, la donna è caduta nel canale mentre percorreva la ciclabile Con il telefonino è riuscita ad avvertire un conoscente che ha dato l’allarme
PORTOMAGGIORE. A causa probabilmente di una distrazione o di un malore è finita nel canale di irrigazione che costeggia la pista ciclabile e deve la vita al telefonino cellulare con il quale è riuscita ad avvertire un conoscente di quanto le era accaduto e ai carabinieri che erano stati allertati dall’amico i quali dopo pazienti ricerche sono riusciti a localizzarla nonostante il buio. Vittima dell’episodio una donna di 55 anni residente a Portomaggiore che domenica versa verso le 19 stava percorrendo la pista ciclabile che si snoda accanto alla strada provinciale 48 che collega Portomaggiore con Portoverrara. Improvvisamente la donna ha perso il controllo della bici finendo nelle gelide e fangose acque del canale fortunatamente in un punto non particolarmente profondo ma che comunque le impedivano di muoversi.
La donna è riuscita ad afferrare il telefonino e a telefonare ad un conoscente che ha subito avvertito i carabinieri di Portomaggiore con una pattuglia del Norm ovvero il nucleo operativo e radiomobile della Compagnia portuense che dopo aver percorso lentamente tutta la zona con le ricerche rese difficili dall’oscurità, sono riusciti verso le 20, a rintracciare la donna che si trovava in acqua dall’altra parte del canale.
I carabinieri, grazie all’ausilio di una corda, sono riusciti a portare la donna a riva dopo non poche difficoltà vista anche la corporatura della signora e dal fatto che a causa del freddo era irrigidita, a coprirla con una coperta mentre sul posto sopraggiungeva anche una squadra del distaccamento dei vigili del fuoco portuensi e alcuni vigili, muniti di muta, si recavano in acqua e recuperavano la bicicletta della donna mentre veniva fatta accorrere anche un’ambulanza il cui personale medico e paramedico prestava le prime cure alla donna, che ha corso il serio rischio di finire in ipotermia causa la prolungata presenza in acqua e poi la conducevano all’ospedale “Mazzolani Vandini” di Argenta i cui sanitari, dopo le cure del caso, disponevano le sue dimissioni.
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