Il Comune non pagò la tassa, ora deve versare 46mila euro
Il Comune non pagava la tassa e dopo dieci anni di battaglie giudiziarie ha finito come un qualunque contribuente infedele, a versare cioè tutto il dovuto con gli interessi all’Agenzia delle entrate....
Il Comune non pagava la tassa e dopo dieci anni di battaglie giudiziarie ha finito come un qualunque contribuente infedele, a versare cioè tutto il dovuto con gli interessi all’Agenzia delle entrate. La vicenda risale appunto al 2007 e si concluderà nel prossimo consiglio comunale, quando l’assessore Luca Vaccari porterà all’approvazione la delibera di riconoscimento del debito per 46.348,38 euro. Tra febbraio 2005 e febbraio 2008, è la ricostruzione dei fatti degli uffici comunali, il Comune era cliente per i suoi telefonini di Tim, Vodafone-Omnitel e Wind, con abbonamenti che scontavano una tassa di concessione governativa. Vodafone e Wind, diversamente da Tim, non inserivano in fattura questa tassa, per cui l’amministrazione comunale nonpagò la relativa tassa sugli abbonamenti di questi due operatori. Nel giugno 2008 l’Agenzia delle entrate di Ferrara notificò al Comune un avviso di accertamento, e a Palazzo municipale si prese la decisione di resistere a carte bollate. Ecco quindi pronto il ricorso alla Commissione tributaria provinciale, che dà ragione al Comune. È però solo l’inizio di un lungo contenzioso, visto che nemmeno l’Agenzia delle entrate è intenzionata a mollare. Nel settembre 2009 viene notificato il suo ricorso in Commissione tribunale regionale, che però conferma la sentenza di primo grado: quindi altra vittoria del Comune.
Finita qui? Nemmeno per sogno. Il fisco arriva fino alla Corte di cassazione, con un ricorso datato dicembre 2013, e alla fine è proprio la Suprema corte a ribaltare tutti i pronunciamenti precedenti, affossando Palazzo municipale. Il principio stabilito dai giudici cassazionisti è che la tassa di concessione governativa è dovuta anche dalle pubbliche amministrazioni, quindi il contenzioso ferrarese viene rinviato alla Ctr per la decisione di merito e la liquidazione delle spese. L’iter si chiude, una volta per tutte, nel dicembre 2017, con la notifica da parte dell’Agenzie delle entrate della cartella di pagamento.
Poteva essere evitato questo contenzioso con i costi aggiuntivi relativi? L’assessore risponderà già oggi in commissione, intanto si fa notare che la tassa era stata “contestata” da diversi Comuni e l’Anci regionale aveva incaricato un legale per seguire le cause in maniera collettiva. Anche la Corte di giustizia europea aveva comunque dato ragione al fisco.
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