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Ancora abusivi nella casa dismessa accanto all’Andos

Ancora abusivi nella casa dismessa accanto all’Andos

Ferrara. La presidente ha visto una persona scappare. Dentro, il caos. Peruffo (Fi): il Comune intervenga murando gli ingressi

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FERRARA. Giacigli di fortuna, pentole e avanzi di cibo, vestiti gettati a terra, qualche sedia e flaconi di alcol per accendere il fuoco. È quanto ha trovato ieri la presidente di Andos Ferrara Marcella Marchi nel piccolo edificio adiacente alla sede dell’Associazione Donne Operate al Seno, in via Darsena. Quando, insieme a un addetto per la lettura del contatore del gas, si è avvicinata allo stabile, si è accorta che la porta era stata divelta e, subito dopo, ha visto una persone uscire dall’alloggio e scappare. Sul posto è intervenuta la polizia di Stato per sgomberare i locali da tutto il materiale utilizzato per quella permanenza abusiva che con tutta evidenza aveva coinvolto più persone.

Non è la prima volta che l’Andos deve fare i conti con episodi del genere, al punto che la consigliera comunale di Forza Italia Paola Peruffo, iscritta Andos, già nel luglio del 2016 aveva presentato un’interpellanza ed era tornata di nuovo alla carica nell’ottobre scorso per chiedere al Comune, proprietario dell’immobile al momento non utilizzato, di intervenire murando gli accessi e disattivando le utenze. «Quell’edificio è in condizioni disastrose, l’associazione tempo fa aveva provveduto a mettere un cancello e a chiudere una delle porte con alcune assi, ma l’altro ingresso è stato divelto e i locali sono stati di nuovo occupati abusivamente. All’interno abbiamo trovato una situazione inaccettabile, non solo per le donne dell’Andos che non si sentono sicure, ma anche per chi si trova a vivere in queste precarie condizioni igieniche».

Oltre al problema di igiene pubblica, Peruffo sottolinea anche quello della sicurezza: «Usano l’alcol per accendere il fuoco e cucinare, con il rischio di far divampare un incendio. Inoltre hanno anche cercato, senza riuscirci, di collegarsi abusivamente alle condotte del gas. È una situazione di precarietà e insicurezza a cui bisogna far fronte subito, considerata anche la vicinanza dell’edificio alla sede dell’Andos, gestita e frequentata da donne». Nel corso dell’ispezione, gli agenti di polizia hanno anche rinvenuto uno zainetto che conteneva i documenti di un italiano.
 

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