Disabili, addio alle scarpe gratis
In negozio costano 400 euro, forniture solo per patologie complesse
La signora Nelly Poletti dovrà comprarsele da sola, le scarpe specifiche per il suo piede diabetico neuropatico, pagando ogni volta 400 euro. Ma non è certo la sola a trovarsi in questa situazione, perché i tagli alla sanità hanno colpito tutte le persone con patologie dall’impatto simile sulla capacità di deambulazione, e pure più gravi, che magari ancora non lo sanno. È quanto si deduce dalla risposta dell’Asl di Ferrara alla denuncia della signora Poletti, ospitata dalla Nuova di ieri, nella quale si evidenziava appunto come l’anziana, diabetica e anche cardiopatica, si sia vista negare quest’anno il nuovo paio di calzature, indispensabili per evitarle di zoppicare.
L’Asl smentisce le «lungaggini burocratiche» nelle forniture degli anni scorsi, parlando di «fornitura annuale di calzature di serie (4 forniture), una fornitura ogni anno come prevede la legge che regolamentava l’assistenza protesica». Di seguito l’elenco delle forniture, la prima il 9 ottobre 2013, poi l’11 dicembre 2014, il 9 gennaio 2016 e il 30 gennaio 2017; nel 2015, quindi, non ci sono state forniture, anche la cadenza di un paio di scarpe più o meno ogni dodici mesi è stata rispettata, «la signora non ha mai perso forniture annuali di calzature di serie come stabiliva il prontuario dell’assistenza protesica». L’anziana, per inciso, si era limitata a sottolineare che dalla domanda alla consegna delle scarpe passavano circa tre mesi, «per cui in sei anni ne ho avute quattro paia». Alla data odierna, aggiunge l’Asl, la signora non ha presentato nessuna domanda di rinnovo calzature.
Il motivo sta probabilmente nel fatto che Nelly Poletti era già a conoscenza di quanto sottolineato dalla stessa Asl nel seguito della risposta. «Con l’approvazione dei nuovi Lea (...) la fornitura delle scarpe di serie, come sono state le quattro forniture fatte e concesse dal servizio sanitario nazionale alla signora Poletti, non possono più essere autorizzate». Il nuovo Decreto ministeriale permette infatti la fornitura di «sole scarpe su misura per patologie complesse», e nemmeno più ogni anno, ma «ogni 18 mesi, per paziente deambulante ed ogni due anni per paziente non deambulante». Ovviamente le «patologie complesse» sono codificate nei nuovi Lea, che parlano di presidi di compensazione solo per «gravi deformità».
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