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Ha dormito 50 anni vicino a una bomba

Ha dormito 50 anni vicino a una bomba

Portomaggiore, l’ordigno era stato portato a casa dal marito Necessario l’intervento degli artificieri per farlo brillare

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PORTOMAGGIORE. Ha dormito per più di mezzo secolo con un ordigno bellico in camera da letto, tenuto gelosamente sul comodino senza sapere cosa in realtà fosse. Lo aveva portato a casa suo marito come “ricordo” della Guerra e lei non aveva mai fatto domande. O almeno così pare. Nelle scorse settimane la donna ha lasciato la sua casa di Portomaggiore e i figli sono andati a sistemare e a mettere via quanto c’era all’interno e solo una volta avuto in mano l’ordigno, si sono resi conto di cosa fosse. Spaventati, hanno portato fuori la piccola bomba e intanto hanno chiamato i carabinieri che a loro volta hanno chiesto l’intervento degli artificieri i quali hanno confermato che si trattava sì di un ordigno bellico ma del tipo fumogeno. Non una bomba insomma ma comunque un’arma potenzialmente pericolosa che sarebbe potuta esplodere soprattutto in particolari condizioni. I militari hanno messo in sicurezza l’arma per poi farla brillare lontano dal centro abitato.

La conferma arriva anche dai carabinieri di Portomaggiore, «ne facciamo diverse di operazioni di questo genere - spiega il capitano Marco Uguzzoni - e capita soprattutto nelle case di persone anziane, magari nelle cantine o nei fienili quando figli o parenti vanno a rimettere a posto o a ristrutturare. Colgo l’occasione per raccomandare la massima prudenza e di avvertire sempre le forze dell’ordine quando ci si imbatte in oggetti di dubbia provenienza».

Insomma, questa volta è andata bene e a dire il vero non è così semplice che gli ordigni bellici esplodano, ma nemmeno impossibile tanto che soprattutto in passato nelle nostre campagne si sono registrati diversi casi di persone rimaste ferite passandoci sopra con il trattore.

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