La bomba esplode in spiaggia
Gli artificieri hanno fatto brillare l’ordigno restituito dal mare
PORTO GARIBALDI. Per far brillare l'ordigno bellico rinvenuto sulla spiaggia libera di Porto Garibaldi, sono intervenuti, ieri pomeriggio, i militari dell’8º Reggimento genio guastatori paracadutisti "Folgore" del Comando operativo forze nord dell’Esercito, che ha sede a Padova. Meno di un’ora per l’intervento di bonifica «su una bomba a mano - ha spiegato il caporal maggiore Matteo Tongiani -, di nazionalità inglese, offensiva, che avrebbe potuto costituire un pericolo per la popolazione».
Nell'area già posta in sicurezza nei giorni scorsi dagli operai del Comune, è stata scavata una buca, dove i militari hanno riposto l’ordigno bellico, una granata, tipo En 65, risalente, contrariamente alle prime indicazioni dei giorni scorsi, alla seconda guerra mondiale. Con un dispositivo radiocomandato a distanza gli artificieri hanno quindi fatto brillare l’ordigno. Non è un fatto inusuale il ritrovamento sul territorio di ordigni risalenti al secondo conflitto bellico mondiale. La zona in particolare, tra il 1943 ed il ’45, è stata attraversata dalla cosiddetta linea difensiva tedesca, denominata Gengis Khan, lungo la quale furono edificati anche i bunker, alcuni ancora visibili tra viale dei Mille e via Genova.
Durante le delicate fasi di intervento, coadiuvate ieri dagli operai e dai tecnici reperibili del Comune, una pattuglia della Polizia municipale ha chiuso un tratto di spiaggia sul lato sud, verso Porto Garibaldi, mentre una pattuglia dei carabinieri ha chiuso un altro tratto sul lato nord, verso il Lido degli Scacchi. Al termine della bonifica, l'intero tratto di spiaggia libera è tornato ad essere fruibile. (k.r.)
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