La cassa di espansione eviterà gli allagamenti Sarà un parco naturale
Corporeno, a Ponte Alto via ai lavori di sicurezza idraulica Un’area di quasi sette ettari con spazi e percorsi didattici
CORPORENO. La cassa di espansione di Ponte Alto, un parco naturale dove vivere e riscoprire l’amore per l’ambiente. Non servirà solo per evitare gli allagamenti nel Centese, ma sarà anche area di riqualificazione ambientale e paesaggistica, con spazi e percorsi didattici da fruire. È il futuro della cassa di espansione in base al progetto in fase di realizzazione voluto dal Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara nell’ambito del primo stralcio degli interventi per la sicurezza idraulica del Centese. come spiega il presidente Dalle Vacche, si tratta di «un’area umida, con superficie pari a circa 1.865 ettari, realizzata all’interno della cassa di espansione e finalizzata a trattare quota parte della portata del Condotto generale».
In base alla progettazione affidata dal Consorzio ad uno studio specializzato, l’area di fitodepurazione, all’avanguardia quando venne pensata 10 anni fa, oggi all’ordine del giorno, non è altro che un intervento inserito nell’ambito dei lavori di realizzazione della vasca in corso a Ponte Alto: «Progetto che valorizzerà e riqualificherà l’intera area, non solo per la sicurezza idraulica del Centese, ma pure dal punto di vista ambientale e paesaggistico. I lavori dovrebbero finire a fine marzo. Poi il tempo utile affinché l’area trovi il suo equilibrio».
L’intervento quindi non servirà solo in caso di emergenza allagamenti: la derivazione è effettuata a monte della confluenza del Reno Canale nel Condotto generale, la portata potrà variare fra i 20 e i 100 litri al secondo e le acque trattate verranno restituite a gravità nel Condotto Generale. In un’area di quasi 7 ettari, spiega Dalle Vacche, verrà realizzata «una zona umida costituita da un canale di circa 1.150 metri di lunghezza e di 30 metri di larghezza massima, un sistema a flusso libero in cui la profondità dell’acqua potrà variare dai 30 ai 80 cm, dove verrà ricreato un habitat altamente biodiversificato, con diverse specie vegetali e luogo di rifugio per uccelli e piccoli animali». In altre parole, un’area naturale di grande interesse didattico e culturale: «Per la semina e le piantagioni – prosegue il presidente del Consorzio - sono state scelte solo specie autoctone (arboree, arbustive ed erbacee). Vi saranno poi fasce boscate e siepi per mitigare l’impatto delle recinzioni poste per motivi di sicurezza ai confini tra la cassa e il canale di Cento». L’area sarà di fatto suddivisa in due ‘vasche’, collegate tra loro da un’opera che consente il sottoattraversamento di via Ponte Alto. Per favorire le visite e la fruizione, verranno così realizzate «un’area parcheggio, un’area sosta attrezzata, con punto di informazione. Sarà questo il punto di partenza delle visite e dei percorsi didattici. Saranno posizionati staccionate, bacheche, panche e attrezzatura per l’area sosta, in materiali naturali ed ecocompatibili, come legno e ferro. Tra le casse, sarà possibile spostarsi e procedere attraverso le varie aree. Andranno definiti con il Comune - chiude Dalle Vacche - gli strumenti e le modalità più funzionali per mantenere in efficienza l’area del parco naturalistico, e per andare a definire chi si occuperà dei percorsi didattici, anche in collaborazione con le scuole e le associazioni del territorio».
Beatrice Barberini
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