La Nuova Ferrara

Ferrara

l’esperta 

«Non capiscono le conseguenze» di ciò che fanno»

«Non capiscono le conseguenze» di ciò che fanno»

«Il papà del ragazzo vittima di bullismo ha chiesto, come punizione, che gli autori passino del tempo con ragazzi disabili come suo figlio? Ha ragione, non posso che dirgli, bravo!»Elena Buccoliero,...

2 MINUTI DI LETTURA





«Il papà del ragazzo vittima di bullismo ha chiesto, come punizione, che gli autori passino del tempo con ragazzi disabili come suo figlio? Ha ragione, non posso che dirgli, bravo!»

Elena Buccoliero, sociologa e giudice onorario del tribunale dei minori, esperta di bullismo e problemi legati al mondo giovanile, non ha dubbi: «Certamente il papà affermando questo concretizza una strada che va percorsa, che deve essere vicina a quella penale poiché, ad esempio, nella giustizia minorile nei percorsi di messa alla prova (rieducazione degli autori di reato, ndr) vengono previste attività di volontariato che portino gli autori di violenza a contatto personali con le loro vittime».

Per quanto riguarda l’episodio accaduto sul treno, spiega che «sicuramente azioni come questa derivano da un non riconoscimento della diversità, dalla necessità di alcuni di prevaricare su altri: ragazzi molto giovani che non per vantaggio economico o altro fanno qualcosa tanto per farlo senza comprenderne le conseguenze: il miglior antidoto è portarli davanti a quella stessa realtà sulla quale hanno infierito». Un percorso questo che vale per i minorenni (la punizione consigliata dal papà) e che, spiega la Buccoliero, i giudici minorili potrebbero attivare con procedimenti amministrativi. Ma al di là dei tecnicismi, resta l’analisi di fenomeni come questi. I tre ragazzi sul treno a Ferrara potrebbero aver copiato altri episodi oggi ai disonori della cronaca in Italia? E’ possibile che questa cassa di risonanza li abbia condizionati? «Certo che sì, è un effetto di emulazione innescato nei ragazzi più giovani che cercano modi e strade facili per diventare noti e avere attenzione. Ciò che posso dire, è che bisogna fare i complimenti al ragazzo e alla donna capotreno per come hanno reagito: bravi! E ancora, che i mezzi di trasporto dei ragazzi-studenti pendolari sono luoghi da tenere sotto particolare attenzione. A scuola ci sono i professori, su bus e treni queste situazioni si possono affrontare solo se le altre persone presenti non si voltano dall’altra parte».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google