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Stabile pericoloso A rischio di crollo

Stabile pericoloso A rischio di crollo

Dichiarato inagibile in una zona della frazione sotto Cento Il sindaco di Terre del Reno invita Toselli ad intervenire

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DOSSO. Desta preoccupazione la condizione dell’edificio situato in via Statale 237, a Dosso. Quello che più preoccupa i passanti e gli abitanti del luogo sono le pessime condizioni in cui versa lo stabile, e la sua vicinanza alla strada, che nelle ore di punta è molto trafficata. L'edificio fu dichiarato inagibile dal comune di Cento, essendo in una zona non più di competenza del comune di Terre del Reno, dopo i numerosi danneggiamenti subiti durante le scosse di terremoto del 20 e 29 maggio 2012. Il primo cittadino Roberto Lodi, dal canto suo ha così commentato la situazione: «Non spetta a noi vigilare sulla sicurezza di quel luogo, in quanto non rientra nella zona di nostra competenza, bensì del comune di Cento. Avendo, tuttavia, ricevuto segnalazione di questo pericolo, ho richiesto informazioni al comune di Cento in merito e dovranno essere loro, nel caso ve ne sia bisogno, a verificare se esista una condizione per cui sia necessario intervenire con la messa in sicurezza del luogo. Continueremo comunque a monitorare la situazione per la sicurezza dei cittadini dossesi».

L’edificio presenta numerose crepe. Le classiche, che tutti ben conoscono avendo vissuto il terremoto sulla propria pelle, che partono dagli angoli delle finestre e proseguono fin sopra il tetto, alcune particolarmente grosse. Resta da capire se il Comune di Cento, oltre ad aver dichiarato inagibile lo stabil, abbia già verificato o meno se necessiti di un’ulteriore messa in sicurezza, specialmente per quanto riguarda la parte anteriore, ovvero quella che si affaccia alla strada Statale. Inoltre sono diverse le abitazioni intorno a tale edificio, tra cui c’è anche un nuovo bar, il “45 giri” che ha da poco sostituito il vecchio “Girasole”. Staremo a vedere se le risposte dall’ente centese saranno celeri e se effettivamente il pericolo era reale o solo dovuto ad un'eccessiva apprensione di alcuni cittadini.

Samuele Melloni

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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