«Un simbolo storico e della resistenza cattolica»
La presenza della chiesa di San Paolo in Corso Porta Reno risale al 1295; fa parte in origine di un complesso edilizio che si trova in un’area strettamente urbana ampliatosi nel tempo fino a occupare...
La presenza della chiesa di San Paolo in Corso Porta Reno risale al 1295; fa parte in origine di un complesso edilizio che si trova in un’area strettamente urbana ampliatosi nel tempo fino a occupare un intero isolato insieme a Piazzetta Schiatti, via Boccalone e appunto, Porta Reno. Sull’originaria prima chiesetta medievale, lesionata dal forte terremoto del 1570, intervenne l’architetto Alberto Schiatti che dal 1573 al 1611 la ricostruì completamente. Negli anni ’40 del Novecento furono realizzati lavori di risanamento con la rimozione delle lastre tombali e il rifacimento del pavimento; a metà del 1900 seguirono interventi di manutenzione ordinaria in particolare nella copertura gravemente compromessa da infiltrazioni d’acqua. Nel periodo più recente, negli anni 2000 sono stati il presbiterio, una parte del transetto e la navata laterale a essere ripristinati. Il terremoto del 2012 ha inflitto diversi danni all’intera struttura, sugli architravi e i timpani in prossimità dell’ingresso, aggravando la situazione statica con lesioni diffuse sia sulle volte che sugli apparecchi murari e facendo anche crollare i due pinnacoli in pietra esterni posti in alto sulla facciata. «Un tesoro architettonico e religioso come testimoniano tantissime opere d’arte di pregevole fattura dedicate alla Madonna, ai Santi tra cui i medici Cosma e Damiano che forse dimostrano la presenza qui di un piccolo ospedale – ha sottolineato l’arcivescovo mons Gian Carlo Perego – di grande importanza per la presenza di diversi ordini religiosi che furono allontanati da Napoleone per poi ritornare a ricoprire il proprio ruolo come parrocchia dopo la caduta dell’imperatore francese, ma anche centro della resistenza cattolica. Quindi è giusto farlo diventare un Laboratorio della memoria». (m.g.)
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