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Due infortuni a Versalis «Operai poco addestrati»

Due infortuni a Versalis «Operai poco addestrati»

Un neoassunto ustionato, un tecnico ferito alla mano. I sindacati protestano «Non si può scaricare tutto su errori umani, servono prevenzione e formazione»

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Un operaio neoassunto è rimasto ustionato a un piede finendo su una canalina di scolo di acqua bollente, mentre stava svuotando un macchinario. Un tecnico si è ferito a una mano mentre stava pulendo le benne di un impianto di produzione di gomma speciale.

Nell’arco di pochi giorni, poco più di una settimana fa, all’interno dell’impianto GP 26 di Versalis al Polo Chimico, sono avvenuti sue infortuni sul lavoro che, se fortunatamente non hanno avuto conseguenze troppo gravi, hanno indotto i sindacati a un confronto con l’azienda sui temi della sicurezza e prevenzione, tanto più che alcuni mesi fa, nel luglio scorso, un addetto della ditta esterna Rivetti era rimasto folgorato mentre lavorava al cantiere per il nuovo impianto GP 27, rimanendo tra la vita e la morte.

«Sono tutti pericolosi segnali di vulnerabilità del sistema di prevenzione che non ci possiamo permettere di trascurare» intervengono i sindacati dei chimici di Cgil, Cisl e Uil. E che stridono con il premio assegnato a Versalis giusto un anno fa per aver attraversato un intero triennio senza registrare infortuni. In gioco ora c’è invece la formazione dei dipendenti e il miglioramento delle tutele sul lavoro: «Le più avanzate ricerche sullo sviluppo della lotta agli infortuni hanno dimostrato che, una volta messi in campo tutti gli interventi tecnici e organizzativi, quello che non può essere annullato è il rischio residuale dovuto all’errore umano», ricordano i sindacati, mettendo subito dopo in chiaro che «Versalis non può fermarsi alla troppo semplice ricerca dell’errore umano, individuando solo nei comportamenti dei lavoratori coinvolti le uniche cause che hanno provocato gli incidenti. La colpevolizzazione di chi è vittima dell’infortunio è inaccettabile».

Nei casi specifici, il giovane neoassunto stava eseguendo un’operazione di per sé abituale all’interno dell’impianto, ma come nuovo arrivato avrebbe avuto bisogno di una maggiore formazione e preparazione prima di eseguire, da solo, manovre che includono un margine di rischio. «Il problema è che si sta facendo lavorare personale non ancora ben addestrato - annota Fausto Chiarioni, segretario provinciale di Filctem Cgil - Non si può dire semplicemente che l’operaio ha commesso un errore, ma occorre alzare il livello della prevenzione al punto da impedire che questi stessi sbagli possano mettere a rischio l’incolumità dei lavoratori».

Già in passato i sindacati avevano affrontato il tema dell’inserimento di nuove figure professionali e del loro addestramento: «La formazione deve essere affidata a persone con molta esperienza perché non è sufficiente conoscere le operazioni legate alla propria mansione, ma occorre avere il tempo per sviluppare un’accurata conoscenza di tutte quelle accortezze che si possono apprendere solo con l’affiancamento di persone esperte».

Anche il secondo infortunio, sottolinea il responsabile dei chimici Uil, Vittorio Caleffi, è emblematico. Un tecnico si è tagliato una mano mentre puliva una benna: «L’azienda ha insistito sul fatto che non avesse provveduto a chiudere l’aria per bloccare il macchinario, ma è anche vero che nell’ambito dell’investimento per la realizzazione del nuovo impianto GP 27 era previsto anche il rinnovo del GP26 con un potenziamento della sicurezza; uno dei progetti era proprio quello di rendere automatico il processo di pulitura delle benne, ed eliminare così la manutenzione manuale».

Ma il “cambio di passo” prospettato dalla Direzione aziendale, protestano i sindacati, «ancora non si è visto per una incomprensibile lentezza. Ogni giorno trascorso è un giorno perso nel processo per innalzare gli standard qualitativi e di sicurezza degli impianti». Problemi che dovranno essere superati, concludono, in vista dell’avvio del nuovo impianto elastomeri.

Alessandra Mura

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