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L'angioplastica venosa, tecnica efficace controil mal di testa

L'angioplastica venosa, tecnica efficace controil mal di testa

Lo afferma uno studio eseguito dall'Università di Catania in collaborazione con la Leeds Beckett University pubblicato sulla rivista Plos One che ha testato gli effetti dell'intervento sui malati di sclerosi multipla, molti dei quali soffrono di mal di testa. Risultati cautamente incoraggianti anche per il trattamento di un altro effetto della malattia degenerativa, l'affaticamento. La tecnica è stata già applicata dal professore ferrarese Paolo Zamboni negli studi sulla Ccsvi

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FERRARA. Uno studio appena pubblicato sulla rivista open access Plos One, effettuato da un gruppo di lavoro congiunto dell'Università di Catania e della britannica Leeds Beckett University, dimostra che in malati di sclerosi multipla, l'angioplastica alle giugulari determina drastici e prolungati miglioramenti nella cefalea. I risultati di questo studio sono estremamente promettenti per i molti milioni di persone che soffrono di cefalea, terza malattia più diffusa al mondo, e che non trovano sollievo dalle attuali terapie. La riduzione del dolore sarebbe dovuta agli effetti dell'angioplastica alle vene giugulari, una metodica già applicata dal team di ricerca del professore ferrarese Paolo Zamboni (Unife) per il trattamento della Ccsvi, Insufficienza venosa cronica cerebrospinale, sindrome individuata e descritta nell'ultimo decennio dallo stesso ricercatore dell'ateneo estense.

Il mal di testa è una patologia che affligge circa un miliardo di persone al mondo con cadenze che possono essere molto variabili, anche quotidiane, e attacchi che possono durare fino a tre giorni, spiega in una nota riassuntiva  Petalo srl, start up che fa riferimento all'Università di Catania diretta dal professor Pierfrancesco Veroux, specialista di Chirurgia vascolare dell'ateneo siciliano. «Il mal di testa persistente è un problema particolare per i pazienti con sclerosi multipla - prosegue la nota -  molti dei quali lo trovano debilitante, specialmente se accompagnato da affaticamento cronico, un altro sintomo assai comune in questa malattia neurologica».

Da qui l'idea di realizzare la ricerca «per valutare l'impatto dell'angioplastica venosa su mal di testa e affaticamento nei pazienti con sclerosi multipla. Dopo aver eseguito l'angioplastica delle vene giugulari interne in 286 pazienti affetti da sclerosi multipla - precisa la nota -  i ricercatori hanno riscontrato un miglioramento drastico e significativo nel grado di severità del mal di testa che è stato mantenuto (nella maggior parte dei gruppi di pazienti) per la durata dello studio (cioè per più di 3 anni). Mentre è stata osservata una riduzione simile del grado di severità della fatica dopo l’angioplastica per tutti i pazienti con sclerosi multipla, questo miglioramento iniziale è stato mantenuto (cioè è risultato significativo dopo 3 anni) nei pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente».

Veroux,  leader del gruppo di ricerca, ha affermato che «i risultati dello studio sono estremamente promettenti e aprono la porta a ulteriori ricerche che hanno il potenziale per migliorare la qualità della vita dei molti milioni di pazienti che attualmente soffrono di cefalea con scarso sollievo. A Catania siamo coinvolti in un programma di lavoro di valutazione e perfezionamento delle tecniche di venoplastica con palloncino, che speriamo possa giovare non solo ai pazienti con sclerosi multipla, ma a tutti coloro che soffrono di malattie neurologiche correlate alle vene -  ha aggiunto Veroux - Tuttavia, molto rimane da capire e c'è la necessità di sviluppare nuovi dispositivi che possano far fronte in modo più efficace a tutte le patologie associate alla malattia venosa».

Sebbene i risultati dello studio siano promettenti, il gruppo di ricerca ritiene che saranno necessari ulteriori studi per perfezionare e valutare il pieno potenziale del lavoro. Il precedente lavoro svolto dal team, spiega sempre Petalo srl, ha dimostrato «che le attuali tecniche di venoplastica con palloncino sono più efficaci in alcuni pazienti che in altri. Di conseguenza, c'è bisogno di ulteriori ricerche per comprendere meglio i limiti della venoplastica con palloncino e i modi in cui la tecnica potrebbe essere migliorata. Tuttavia, i ricercatori del team sono fiduciosi che i risultati incoraggianti ottenuti dallo studio apriranno la porta a ulteriori progressi che potranno migliorare la qualità della vita dei molti milioni di persone che soffrono oggi di mal di testa con scarso sollievo».

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