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Lo stilista a processo per evasione

di Daniele Predieri
Lo stilista Walter Steiger
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Lo stilista Walter Steiger

L’accusa per Walter Steiger: in 3 anni, 5 milioni mai dichiarati. La difesa: pago le tasse in Svizzera

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FERRARA. Prima il sequestro dei suoi beni, per 2 milioni e mezzo di euro, valore di 17 immobili anche a Ferrara, a fronte di introiti per 5 milioni in 3 anni mai dichiarati, e per questo ritenuto un grande e totale evasore fiscale. E adesso il processo, per omesse dichiarazioni fiscali per non aver mai reso conto dei suoi guadagni in Italia, fissato per la prossima primavera deciso da procura (pm Isabella Cavallari) e ispettori della Guardia di finanza che hanno portato avanti negli ultimi anni le indagini sul suo conto. Walter Steiger, 76 anni, ferrarese-svizzero, certo non se lo sarebbe aspettato di trovare guai giudiziari nella città che più ama al mondo. Un mondo, il suo, senza confini e distanze, visto che ha atelier a New York, Parigi e Zurigo. Perchè è un designer di altissima moda, scarpe e borse, stilista per grandi griffe: solo per citarne alcune Ungaro, Nina Ricci, Sonia Valli, Maison Chloe, Calvin Klein, Claude Montana, Oscar de la renta, Kenzo, Karl Lagerfeld, e Victoria Beckham, ritratta in foto più volte, sul web, con tanto di bebè in braccio e ai piedi le scarpe di Steiger più famose, quelle col tacco 12, storto (stondato e a virgola, scrivono gli addetti del settore sul web).

«Steiger - racconta il suo legale, Paolo Scaglianti - è innamorato di Ferrara e appena può, e ha tempo durante i suoi lunghi viaggi tra le varie sedi della sua attività, torna a Ferrara». Dove ha casa, studio e atelier dove disegna, ma non ha qui residenza fiscale, eccepisce il legale. Proprio questo amore per «questa città dal cuore silenzioso (cita sempre lui, ndr)» lo ha messo in difficoltà perchè - al momento - dovrà vestire i panni insoliti dell’imputato per evasione fiscale, per aver omesso di presentare le dichiarazioni dei redditi. Lo accusano procura e finanza, dicevamo, perchè dal 2012 al 2015 avrebbe percepito provvigioni per 5 milioni e 400mila euro da aziende per cui lavora qui in Italia. Senza mai renderne conto al fisco: perchè - questa la tesi - in realtà pur stilista cosmopolita e giramondo, vive, lavora e guadagna a Ferrara ed è qui che dovrebbe pagare le tasse al fisco italiano: tesi dell’accusa.

Niente affatto, confida amareggiato Steiger, tramite il suo legale: «Steiger è nato in Svizzera, è cittadino svizzero, non ha nessun interesse economico in Italia, le dichiarazioni fiscali le presenta nel Paese elvetico dove paga le imposte». Spiega il legale, infatti, che sulla base di una convenzione economica, la Svizzera rilascia attestati anno per anno con le quali i propri cittadini adempiono là agli obblighi fiscali: le aziende che pagano Steiger - ad esempio - sulla base di questi documenti fanno transitare direttamente i soldi in Svizzera.

Lo stesso legale spiega che a fronte di questo, il caso Steiger è ben lontano da altri casi più famosi (vi ricordate i processi fiscali per il tenore Luciano Pavarotti, il motociclista Valentino Rossi, il rocker Vasco Rossi) che avevano fissato residenze fiscali, che erano fittizie. «Il mio assistito ritiene di non aver evaso nulla, paga le tasse in Svizzera e dimostreremo tutto questo al processo».

Fissato direttamente dalla pm Cavallari davanti al giudice monocratico. Processo a parte, resta il sequestro dei beni per 2 milioni e mezzo di euro: davanti al Riesame, il ricorso di Steiger però è stato bocciato ed ora? «Abbiamo presentato - precisa il legale - ricorso in Cassazione: attendiamo l’esito».


 

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