«Più vigili sulle spiagge ma senza i nostri soldi»
Gli operatori della costa non sono convinti della proposta lanciata dal sindaco No al sostegno economico per assumere stagionali per l’estate: non siamo Cervia
COMACCHIO. Non convince la maggior parte degli operatori la proposta del sindaco Fabbri di estendere sul litorale comacchiese il progetto adottato con successo dal Comune di Cervia, che ha debellato il fenomeno dell’abusivismo commerciale, assumendo più vigili stagionali, con il contributo degli operatori balneari.
Il sasso è stato lanciato durante la presentazione delle attività svolte nel 2017 dal Comando di polizia municipale, ma l’idea sembra al momento non trovare terreno fertile. «Noi ci avevamo già provato con i vigilanti privati - ricorda Luca Callegarini, funzionario provinciale di Confesercenti, nella sua qualità di presidente del consorzio degli stabilimenti balneari del Lido di Volano -, ma il prefetto ci ha risposto che prevenzione e contrasto dell’abusivismo commerciale è una prerogativa delle forze dell’ordine. È vero che a Cervia sta funzionando un progetto - prosegue Callegarini- che, con il contributo di alberghi, consorzi dei Bagni e anche dei ristoranti consente di assumere per l’estate più agenti di polizia municipale stagionali, ma da noi manca la coesione necessaria. Sarebbe auspicabile che anche i privati tirassero fuori qualche piccola risorsa, ma da noi è ancora difficile e in tempi di crisi anche 100 euro danno fastidio».
Possibilista Nicola Spinabelli, presidente della Cooperativa degli stabilimenti balneari dei lidi Estensi e Spina, perché «l'iniziativa è encomiabile, ma a Cervia sono più coesi e hanno quasi del tutto debellato il fenomeno dell’abusivismo. Il nostro territorio è più vasto e più complicato, ma l’idea va studiata, come tutto del resto».
Lamentando il gravame di adempimenti procedurali e delle lentezze della burocrazia, Giuseppe Carli, presidente della Cooperativa degli stabilimenti balneari di Porto Garibaldi, reputa che «maggiori controlli agli abusivi servono, è indubbio. A livello personale sono favorevole a contribuire, ma devo confrontarmi con gli associati, dato che ci sono sempre tante spese da affrontare e tutto è complicato da una burocrazia pesante, farraginosa e troppi controlli che penalizzano chi vuole lavorare».
Carli, che è alla ricerca di un acquirente per il proprio Bagno, osserva che la disponibilità a collaborare può esserci, «ma le istituzioni ci vengano incontro ad alleviarci da incombenze e aggravi burocratici». Nicola Bocchimpani, presidente di Asbalneari, che raggruppa gli stabilimenti balneari dei lidi Scacchi, Pomposa e Nazioni, ricorda che il tema è stato sollevato in diversi tavoli, «ma è impossibile fare un confronto con la realtà di Cervia, che ha 5 chilometri di costa, contro i nostri 25. Il problema è legato alla redditività. Là ci sono un sacco di albergatori, mentre qui abbiamo molte seconde case. Io ci starei - conclude Bocchimpani -, ma occorrerebbe una tassa di scopo, che però si può utilizzare solo per opere e non per servizi». A fare la differenza quindi, vasta estensione del litorale comacchiese, unita alla diversa redditività degli operatori balneari.
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