Società liquida: esempi negativi e sanzioni intempestive
Inutile fare esempi che sono sotto gli occhi di tutti, commenta lo psicoterapeuta Alessandro Costantini. «Quando a mancare è il modello positivo, e la nostra società ci ha messo in più di un caso...
Inutile fare esempi che sono sotto gli occhi di tutti, commenta lo psicoterapeuta Alessandro Costantini. «Quando a mancare è il modello positivo, e la nostra società ci ha messo in più di un caso davanti a questa poco edificante realtà - dice Costantini - allora è più facile che un giovane non riesca a maturare un’idea chiara e consapevole di come agire o come correggere i propri errori». Uno scenario che oggi tende a unificare tutto il mondo occidentale, incapace di progettare un futuro che possa dare «un senso anche e soprattutto alla vita dei giovani», afferma il professionista.
Il mondo sta cambiando e anche gli adulti sono disorientati. Non valgono più le vecchie regole, si sgretolano i rapporti sociali, antiche istituzioni come la famiglia mostrano tutte le loro crepe e debolezze. «Effettivamente, cosa offre il mondo di oggi a un giovane ? - chiede Costantini - non suggerisce motivazioni di fondo. C’è un disagio generalizzato e anche generazionale che non ha ancora trovato soluzioni e che deriva dalla mancanza di lavoro, dalla difficoltà delle famiglie, dai ritardi della scuola. Guardiamo cosa ci offre la selezione dei leader, di chi dovrebbe indicare la strada, dare una visione, qualche certezza in più. Non c’è da stupirsi quindi che il modello negativo possa divenire un riferimento per un ragazzo giovane e per una mente che deve ancora maturare». Il disagio generazionale, che negli anni ’70 si esprimeva con il conflitto, oggi - prosegue Costantini - vede «istituzioni come la famiglia perdere la loro autorevolezza e così anche i modelli di comportamento, gli esempi, diventano labili, liquidi, si dissolvono. Uno degli sviluppi più negativi dei tempi che viviamo è il ritardo con cui il “sistema” infligge la sanzione o addirittura l’assenza di una sanzione di fronte a una azione che dovrebbe essere “punita”».
Per essere efficace l’intervento correttivo dovrebbe essere «tempestivo - conclude Costantini - Altrimenti il giovane che si sente impotente può tentare di rassicurarsi rompendo, distruggendo, vandalizzando. Così si illude di riprendere il controllo. L’ultima nota la dedicherei alla risocializzazione: il giovane ha bisogno di una famiglia autorevole, di una scuola che educhi ad una coscienza civica e di una società che gli deve “restituire” un futuro». (gi.ca.)
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