La Nuova Ferrara

Ferrara

Uccisero a pugni, 30 anni di carcere

Uccisero a pugni, 30 anni di carcere

Omicidio di Renazzo. Ieri la conferma della pena per i due ragazzi che tolsero la vita all’anziana e ferirono la nuora

2 MINUTI DI LETTURA





RENAZZO. Hanno rivisto alla moviola, ieri nell’aula della Corte d’assise d’appello a Bologna, uno dei fatti più brutali accaduti nella nostra provincia: l’omicidio di Cloe Govoni, insegnante in pensione di 84 anni e il tentato omicidio di Maria Humeniuc, la nuora 54enne che l'accudiva, aggredite nella loro casa di Renazzo, la mattina del 6 novembre 2015, picchiate a sangue per essere derubate. Cloe Govoni morì giorni dopo in ospedale, la nuora ancora oggi ha sul suo corpo i segni di quei pugni inferti dai due ragazzi. Per tutto questo, ieri i giudici d’appello (seconda sezione, presidente Ghedini) hanno confermato la condanna a 30 anni di carcere per i due imputati Florin Costantin Grumeza, 23 anni e Leonard Veissel, 27enne.

La sentenza dei giudici ha accolto in pieno la richiesta del procuratore generale Nicola Proto che ha rivisto nei dettagli quella mattina di tre anni fa, la mattanza dentro la casa dove si trovavano le due donne che sorpresero all’interno i due che tentavano di rubare: furto che si trasformò in rapina e poi in omicidio e tentato omicidio per la brutalità con cui i due ragazzi colpirono le due donne, tanto che negli atti del processo si parla di «una casa imbrattata di sangue in modo indescrivibile». La pena di 30 anni confermata in appello, ha accolto in pieno la tesi accusatoria e il calcolo delle pene che partivano dall’ergastolo, motivato proprio dalla brutalità dei due delitti, e dal comportamento processuale e le continue ritrattazioni dei due ragazzi. I difensori dei due ragazzi (Fabio Chiarini per Veissel e Mila Catozzi e Marcello Rambaldi per Grumeza) hanno già anticipato il ricorso in Cassazione contestando la pena e soprattutto la ricostruzione dei fatti, poichè a loro avviso si sarebbe trattato di omicidio preteritenziale (non volevano uccidere, quando entrarono in casa ma solo rubare) e non volontario, come poi invece confermato dai giudici. Mentre i legali delle parti civili, Salvatore Mirabile per la famiglia Govoni e l’avvocato del Comune di Cento, costituito al processo per danni morali e di immagine per la risonanza mediatica che ebbe il fatto portando ad additare il caso di Renazzo per le brutalità commesse, si dicono soddisfatti della conferma della sentenza e hanno ottenuto - come in primo grado - rifusioni danni provvisionali rispettivamente di 60mila euro (per l’anziana uccisa e la nuora ferita) e 15 mila euro per l’amministrazione comunale. (d.p.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google