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La tragedia di Srebrenica raccontata dagli studenti

COMACCHIO. Un cittadino comune (un ristoratore), da anni impegnato per aiutare le persone che ancora vivono nei campi bosniaci. Si tratta di Marco Rainieri che assieme all’Istituto “Vergani” ha dato...

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COMACCHIO. Un cittadino comune (un ristoratore), da anni impegnato per aiutare le persone che ancora vivono nei campi bosniaci. Si tratta di Marco Rainieri che assieme all’Istituto “Vergani” ha dato il proprio supporto all’Istituto comprensivo di Comacchio per l’incontro-spettacolo in programma domani, alle 10.30, nella sala San Pietro di palazzo Bellini (via Agatopisto 5, a Comacchio). Nell’occasione la scuola secondaria “Zappata” presenta “Io non uccido un fratello”, spettacolo teatrale basato su di un testo originale della professoressa Simonetta Tomasi, con arrangiamento della collega Alessandra Morelli. Lo spettacolo narra la storia di una famiglia durante il tragico conflitto nell’ex Jugoslavia. Dopo alcuni anni, i due soli sopravvissuti alla guerra si incontrano e rievocano il ricordo dei parenti, vittime innocenti del genocidio a Srebrenica.

All’appuntamento doveva essere presente Roberta Biagiarelli, attrice e autrice teatrale torinese, interprete del film documentario Souvenir Srebrenica (finalista al David di Donatello 2007), ma ha dato forfait per ragioni di salute. Al suo posto interverrà la giornalista bosniaca Azra Nuhefendic, protagonista e testimone degli accadimenti che hanno cambiato voluto ai Paesi Balcanici, la quale dal 1995 vive e lavora a Trieste, collaborando con diversi giornali stranieri. L’incontro, patrocinato dal Comune, è aperto a tutti.

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