«Mentì in aula per aiutare Ambotta»
L’ex sindaco Tuzet finisce a processo per la falsa testimonianza
CENTO. La libertà di stampa? Il diritto di pubblicare qualsiasi notizia “senza se e senza ma”, rispettando un principio fondamentale democratico sancito dalla stessa Costituzione? A Cento, l’ex direttore generale del Comune di Cento, Gilberto Ambotta e l’ex sindaco Flavio Tuzet, avevano pensato bene di aggirare il tutto addirittura prendendo i giornali in edicola tra 400 e 600 copie del settimanale “Centopercento” per distruggerli, solo perchè nel numero 46 del settembre 2010 si parlava male di Ambotta. Ambotta per questo reato legato alla violazione della legge sulla stampa (asportazione, distruzione o deterioramento di stampati) è già stato condannato, per Tuzet invece il processo è partito ieri mattina davanti al giudice Sandra Lepore e al pm Renzo Simionati e poi aggiornato al prossimo 10 aprile. Tuzet però deve rispondere di falsa testimonianza, perchè non disse il vero al processo in corso contro Ambotta, davanti ai giudici, che inviarono poi gli atti alla procura contro Tuzet stesso. L’ex sindaco è accusato insomma di aver detto bugie sul raid di Ambotta contro la libertà di stampa: sulle centinaia di copie prese dall’edicola Balboni in via Matteotti a Cento, Tuzet - questa l’accusa - negava la circostanza che Ambotta le avesse prese «affermando (Tuzet,ndr) che (Ambotta,ndr) aveva prelevato solo un pacchetto di giornali per distribuirli in Comune». «Negava (secondo il capo di imputazione, ndr) anche di aver udito le imprecazioni di Ambotta che nella circostanza, riferendosi a Mirco Gallerani (direttore del giornale Centopercento,ndr) affermava tra l’altro che “siccome lui mi sputtana io mi sento di poter prendere i giornali”». Alla faccia della libertà di stampa: in uno stato di diritto sono altre le misure per evitare che i giornali offendano o diffamino. Non certo la distruzione per impedirne a diffusione. (d.p.)
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