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Morì per choc anafilattico L’accusa: una sola condanna

Morì per choc anafilattico L’accusa: una sola condanna

Ieri le richieste: quattro mesi per l’urologo, assoluzione per l’altro medico intervenuto Per l’accusa, Giuseppe Mortilli poteva essere salvato con una iniezione di adrenalina 

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CENTO. Il processo è alle fasi finali per la tragedia di Giuseppe Mortilli, un imprenditore 36enne di Cento, morto per uno choc anafilattico il 25 marzo 2015 negli ambulatori di Villa Verde, struttura dell’Asl. Ieri le conclusioni con la richiesta dell’accusa per i due medici imputati di omicidio colposo: la pm onoraria Elisa Bovi ha proposto al giudice Vartan Giacomelli di condannare l'urologo Emmanuele Vece (pena richiesta di 4 mesi) e di assolvere l'ortopedico Roberto Biscione. Poi nel pomeriggio di ieri le arringhe delle difese, i legali Marco Linguerri e Michele Ciaccia, mentre la sentenza è fissata per il prossimo 8 febbraio. Mortilli nel marzo 2015 si rivolse proprio a Vece, suo amico, perchè non si sentiva bene: andò negli ambulatori di Villa Verde per farsi visitare per valutare i postumi di un piccolo intervento chirurgico che aveva subito di una decina di giorni prima. In quella seduta, Vece somministrò al paziente un antibiotico che innescò lo choc anafilattico che portò Mortilli alla morte in pochissimo tempo. Secondo l’accusa, questa reazione si sarebbe potuta contrastare con adrenalina, ma la somministrazione non venne attivata, nemmeno dal collega (Biscione) intervenuto dopo, ma solo all’arrivo dai sanitari del 118 senza esito.

Biscione, dal canto suo, aveva spiegato ai giudici che quando intervenne in aiuto del collega Vece, il paziente era già in arresto cardiaco e nessun trattamento con adrenalina avrebbe potuto salvarlo. E’ stata la perizia della procura ad indicare che se si fosse intervenuti subito, con un trattamento di adrenalina, contro lo choc anafilattico in corso dovuto alla reazione allergica della somministrazione di un antibiotico, Mortilli non sarebbe morto. La difesa di Vece, invece, sostiene che venne fatto tutto il possibile quel giorno davanti ad una situazione di emergenza improvvisa.

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