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Scagionati i militari per il video scandalo

COMACCHIO. Erano stati messi sotto inchiesta dalla Procura militare di Verona per un video scandalo girato all’interno della caserma di Comacchio. Ieri è arrivata la sentenza che scagiona tutti e 12...

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COMACCHIO. Erano stati messi sotto inchiesta dalla Procura militare di Verona per un video scandalo girato all’interno della caserma di Comacchio. Ieri è arrivata la sentenza che scagiona tutti e 12 i militari coinvolti, i quali sono stati o sono tuttora in servizio nella compagnia lagunare.

La vicenda risale addirittura al febbraio 2011, anche se è scoppiata nel settembre del 2015, quando a diversi indirizzi arrivò una busta contenente un dvd della durata di 59 minuti, girato per l’appunto nella caserma di Comacchio quattro anni e mezzo prima.

Nell’avviso di fine indagine, la Procura militare di Verona accusava otto dei dodici indagati di aver impersonato nel video “scene grottesche, bizzarre, deformi, tanto da risultare ridicole, paradossali, innaturali e stravaganti”, sia in divisa che in borghese e, a volte, “travestiti da donna”. L’accusa sottolineava anche l’utilizzo di spezzoni ricavati dalla trasmissione televisiva “Blu Notte” di Carlo Lucarelli, per sovrapporre alla sagoma di Fabio Savi (il feroce assassino della Uno Bianca) l’immagine dell’ex comandante della compagnia. Allo stesso modo, l’intervista telefonica a Eva Mikula (la compagna di Savi) era stata mimata sostituendo alla donna la moglie del comandante. Gli altri quattro carabinieri, invece, erano finiti nei guai per aver “assistito passivamente” alla messinscena, senza esercitare le funzione di controllo e garanzia imposte dal loro ruolo di ufficiali.

La sentenza ha di fatto motivato il non luogo a procedere richiesto dalle difese, oltre a sottolineare come nessuna delle persone coinvolte fosse a conoscenza di come sarebbe stato montato l’intero video.

Gli otto indagati erano Vincenzo Sisinni, Giuseppe Candiracci, Massimo Garau, Mattia Maurizio Rallo, Claudio Zambolo, Nicola Antonio D’Emilio, Paolo Ferrari e Andrea Giordano (Rallo, D’Emilio e Giordano assistiti dall’avvocato Giacomo Forlani del foro di Ferrara). Gli altri quattro erano, invece, Luca Nozza (ex comandante della compagnia), Innocenzo Fileno, Michele Tanese e Antonio Paradiso, gli ultimi tre seguiti dallo stesso Forlani, Tanese e Paradiso nell’ultima fase anche dall’avvocato Fabio Anselmo, del foro di Ferrara.

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