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Stangata la banda del buco All’attivo cinquanta colpi

Stangata la banda del buco All’attivo cinquanta colpi

Pene dai due ai quattro anni per i predoni di garage, cantine e appartamenti L’inchiesta continua: la procura chiederà il processo per altri dieci complici

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Erano i “predoni” della città, svuotavano cantine, garage, case. Una vera e propria banda “del buco”, quello che facevano su porte basculanti e serrande per ispezionare gli obiettivi e poi svuotarli. Furono arrestati in 16, più o meno tutti stranieri, e ieri per 5 di loro - nell’ultima tranche del processo nato dall’inchiesta di procura e carabinieri - hanno incassato una stangata con pene dai 2 anni e 2 mesi ai 3 anni 8 mesi. Hanno patteggiato le pene (uno giudicato in abbreviato) davanti al giudice Vartan Giacomelli e al pm Ciro Alberto Savino che aveva coordinato le indagini dei carabinieri i seguenti imputati: Vitalie Uniuc, moldavo; Vitali Aliiev, ucriano; Dimitro Shutiak detto “Demon”, ucraino, Broys Kovalenko, ucraino e Roman Gadetchi , romeno. Tutti gli altri avevano già chiuso il conto con la giustizia nelle tappe precedenti, nelle indagini e in udienza preliminare. Come dicevamo questa diventò la più concreta risposta degli inquirenti contro la raffica di furti che lo scorso anno si registravano in città. Una banda che aveva anche un deposito, in corso Piave, zona Gad, un garage che diventava punto di stoccaggio in attesa delle spedizioni verso Romani, Ucraina o Est Europa della refurtiva raccolta nei vari raid. In cui veniva rubato di tutto: tablet, Ipad, biciclette da corsa (del valore di 10mila euro che rivendevano a 300 euro) mountain bike, pc, navigatori, videocamere e chiavette per internet, torce, tester digitali, scarpe e borse, abbigliamento, attrezzi vari da bricolage e giardinaggio e tante automobili, ben 22. Un vero bazar del furto, visto che le loro imprese sono state conteggiate in 55 colpi messi a segno in sei mesi, nella maggior parte a Ferrara e provincia, Bologna, Ravenna, Modena e Reggio Emilia. E non finisce qui: la procura ha pronto il processo per un’altra decina di “predoni” della banda; le persone solo denunciate e non arrestate durante l’inchiesta.



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