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rapina al compro oro 

«Ero ricoverato in Francia, sono innocente»

Al momento della rapina era in Francia, ricoverato in ospedale, e quel messaggio whatsapp che gli viene contestato come prova nella sua complicità nella ricettazione del bottino, lui non l’ha mai...

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Al momento della rapina era in Francia, ricoverato in ospedale, e quel messaggio whatsapp che gli viene contestato come prova nella sua complicità nella ricettazione del bottino, lui non l’ha mai scritto, per il semplice motivo che non sa scrivere.

Si dichiara totalmente innocente Naser Dzemailov, macedone di 52 anni, finito in carcere lo scorso settembre insieme ai figli Josef e Bajram Kutisov con l’accusa di essere implicato come ricettatore nella brutale aggressore a Marco Giulianelli, il 73enne titolare del negozio Aurum di corso Porta Mare, picchiato, legato e rapinato di 50mila euro tra gioielli e contanti. Naser e i figli, difesi dall’avvocato Giovanni Sorgato, saranno ascoltati martedì in carcere dal pm Isabella Cavallari, che in questi giorni ha depositato l’atto di chiusura delle indagini.

È stata la difesa a richiedere l’interrogatorio, convinta di poter dimostrare l’estraneità di Naser alle accuse. I tre vennero arrestati, insieme ad altri due complici accusati di ricettazione, sette mesi dopo la rapina, avvenuta il 28 gennaio dello scorso anno. Poche settimane dopo però, uno dei ricettatori della banda aveva cercato di piazzare parte della refurtiva proprio allo stesso Compro Oro. La figlia del titolare aveva riconosciuto i monili rubati e avvertito i carabinieri di Ferrara. Da lì erano partite le indagini che nel giro di alcuni mesi avevano portato a cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere per rapina e ricettazione.

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