«L’industria è in ripresa Più fatturato e assunzioni»
L’imprenditore Barbieri conferma il trend positivo dopo anni di difficoltà «Primi segnali di uscita dalla crisi, ma ci frena ancora l’alta pressione fiscale»
«La ripresa c’è, anche se non è ancora perfetta. È una ripresa corta come ordini, per produrre bene dovremmo avere una veduta di almeno quattro mesi, mentre molto spesso il tempo è limitato a due, in quanto al momento tutti chiedono ordinativi con urgenza, ma il peggio lo abbiamo messo alle spalle».
Nicola Barbieri, uno dei più noti imprenditori metalmeccanici della provincia di Ferrara, conferma i dati positivi che sono emersi dall’ultimo rapporto trimestrale di Unioncamere, che vedono l’industria emiliana e anche quella ferrarese in ripresa con un +3,1% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente di riferimento.
«In questi anni - spiega Barbieri - abbiamo avuto oltre alla crisi anche il grosso problema del terremoto, che ci ha costretti a rimanere fermi per molto tempo. Abbiamo avuto le aziende distrutte, che poi sono state ricostruite. Sono stati anni in cui sia la “Ossind” che la “Barbieri” hanno sofferto molto con un crollo di fatturato importante. Ci ha salvato per fortuna l’importante commessa nel 2013 per realizzare a Torino lo “Juventus Stadium”. Da un paio d’anni stiamo riconquistando il terreno perso, adesso non facciamo più ricorso alla cassa integrazione e abbiamo un maggiore equilibrio nella produzione».
In totale, nelle sue aziende, Barbieri ha circa 170 dipendenti. Nel 2017 ne ha assunti una ventina e nel 2018 spera di assumerne altri.
«Notiamo però - osserva l’imprenditore - che c’è carenza di personale, soprattutto nelle mansioni di carpentieri e saldatori, che fatichiamo a trovare, soprattutto quelli specializzati. I giovani non si applicano in questi mestieri, preferiscono lavorare al computer».
Per il futuro Barbieri vede un spiraglio, anche se recrimina per i legacci che rallentano l’attività imprenditoriale.
«Mi riferisco - dichiara - all’eccessiva pressione fiscale cui siamo sottoposti, non è possibile che si attesti al 55%. Qui continuano ad aumentare le imposte, denaro che potrebbe invece essere meglio investito a cominciare da una maggiore retribuzione ai dipendenti».
Barbieri valuta positivamente anche la nuova fusione della Confindustria di Ferrara con Bologna e Modena.
«Spero - conclude - che la filiera che stiamo costruendo porti grandi benefici a tutti».
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