Freddo e pioggia in aula Gli studenti fuori da scuola
Duecento ragazzi manifestano al Bassi Burgatti: «La Provincia intervenga» Acceso un falò con fogli di carta e lanciati alcuni petardi. Arrivano i carabinieri
CENTO. «C’è troppo freddo a scuola, ma soprattutto nei capannoni dove ci sono aule e laboratori. In più, piove sempre dentro». Manifestazione di protesta ieri mattinata all’Isit Bassi Burgatti di Cento. Circa duecento studenti sono rimasti davanti ai cancelli per chiedere l’intervento della Provincia. Ad organizzare la protesta, i rappresentanti d’istituto Lorenzo Lentini, Simone Taddia e Matteo Amorati.
«C’è troppo freddo nei capannoni - spiegano - dove si trova diverse aule, la torneria e le macchine utensili. Qui rimaniamo per molte ore, anche per la mattinata intera, e non si resiste. E lavorare sempre con la giacca è pericoloso, figuriamoci con la sciarpa, oltre che ingombrante. Accade soprattutto il lunedì, e possiamo capirlo, ma tutti i giorni della settimana, è impensabile». In più i ragazzi segnalano un «altro problema, piove dentro. Quando piove, ci sono secchi ovunque, per terra e sui banchi, per raccogliere le gocce che scendono dal soffitto. Hanno fatto lavori alla palestra, perché pioveva dentro moltissimo, ma nelle aule dei capannoni il problema continua. Capita spesso che mentre si fanno le verifiche, cada la goccia sul foglio e tocca ricominciare. Ma quello delle aule fredde, è un problema che riguarda anche l’edificio principale della scuola, ancor di più gli anni scorsi. Per fortuna, fuori quest’anno non fa così freddo. A questo di aggiungono i bagni rotti. Tutte problematiche segnalate e condivise da noi studenti, anche se molti oggi sono rimasti a casa invece che venire alla manifestazione, che dagli insegnanti». Cori e fogli a terra, davanti alla scuola.
Ma la protesta, è sfuggita di mano. «Purtroppo – riferiscono i ragazzi - gli animi si stavano scaldando, per colpa di altri ragazzi che si sono infiltrati e hanno esagerato, dando fuoco a un mucchio di fogli e tirando qualche petardo».
Per evitare che la protesta del tutto pacifica, secondo le intenzioni dei giovani studenti organizzatori, degenerasse, il dirigente scolastico Andrea Sardini ha allertato i carabinieri della compagnia di Cento. All’arrivo della volante, l’assembramento dei giovani, improvvisamente si è sfoltito. Sono rimasti una cinquantina di studenti e i tre rappresentanti: «Noi ci mettiamo la faccia. Siamo qui per far sentire la voce di tutti gli studenti, in maniera corretta. Prendiamo le distanze da chi ha voluto rovinare questa manifestazione».
Davanti alla scuola, anche il preside Sardini che spiega: «Ho chiamato i carabinieri perché, nonostante i ragazzi si prodigassero a spegnere le fiamme, c’era sempre qualcuno che le riappiccava. Il freddo e la pioggia nel capannone sono un problema che sappiamo, che si ripete dal 2013, anno in cui siamo rientrati nell’edificio recuperato dopo il sisma, e che è stato comunicato più volte alla Provincia. Del resto gli impianti sono quelli originari. Occorre che i tecnici della Provincia sollecitino l’impresa incaricata e che si occupa della gestione e manutenzione dell’impianto di riscaldamento, ad intervenire perché queste problematiche vengano risolte. Poi c’è la questione infiltrazioni, altro capito da affrontare».
Beatrice Barberini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
