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Gli studenti e la guerra in Bosnia

Gli studenti e la guerra in Bosnia

COMACCHIO. Ha suscitato emozioni e commozione lo spettacolo “Io non uccido un fratello”, portato in scena ieri mattina a palazzo Bellini da 75 alunni di diverse classi e sezioni della scuola...

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COMACCHIO. Ha suscitato emozioni e commozione lo spettacolo “Io non uccido un fratello”, portato in scena ieri mattina a palazzo Bellini da 75 alunni di diverse classi e sezioni della scuola secondaria di primo grado “Zappata” di Comacchio. Basata su un testo autobiografico scritto dall’insegnante Simonetta Tomasi, la storia è incentrata sull’incontro di due sopravvissuti alla guerra civile che nel 1995 ha devastato Srebrenica in Bosnia Erzegovina. Dopo anni, i due si ritrovano, evocando i loro cari trucidati durante uno degli eccidi più efferati che ha insanguinato i Balcani. Le musiche erano affidate all’insegnante Alessandra Morelli, che per il brano finale ha scelto Allelujah di Cohen.

Alzando al cielo un ramoscello di ulivo, i piccoli attori in scena hanno voluto testimoniare con forza un messaggio di speranza, quello del bene che prevale sempre sul male. «Abbiamo voluto far capire uno spaccato di storia contemporanea - ha commentato ieri la dirigente scolastica Roberta Monti -, non ancora portato a conoscenza degli alunni. L’iniziativa è nata per caso, grazie ad un incontro al mare con Marco Rainieri (ristoratore a Lido Estensi, ndr) che, attraverso il volontariato, ha conosciuto bene l’attuale realtà della Bosnia-Erzegovina devastata dalla guerra».

Attraverso questo progetto teatrale è così stato aperto uno squarcio sui tragici eventi, non trattati in molti libri di testo scolastici. (k.r.)

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