La Nuova Ferrara

Ferrara

Ultimo saluto a Chiara la bidella col sorriso

Ultimo saluto a Chiara la bidella col sorriso

L’addio alla donna morta nell’incidente. Commozione e chiesa gremita  Rose bianche sulla bara da colleghe e insegnanti della scuola in cui lavorava

2 MINUTI DI LETTURA





ARGENTA. «Con i vostri gesti, i segni e il comportamento, avete regalato una partecipazione consapevole». Sono state queste le parole con le quali, ieri pomeriggio, don Maurizio Venturini, a concluso la messa funebre per Chiara Bonazza. Parole rivolte alle numerose persone che non hanno voluto mancare ieri in duomo ad Argenta all’estremo saluto alla Bonazza, la donna di 52 anni, bidella alle scuole superiori di Argenta, deceduta nei giorni scorsi a causa delle gravi ferite riportate alla testa.

Traumi conseguenti all’investimento stradale mentre assieme al figlio Alessio Raggi stava attraversando le strisce pedonale sulla statale Adriatica. Ed è stata proprio la grande partecipazione di così tanta gente e soprattutto di tutti coloro che lavorando all’istituto delle superiori hanno avuto modo di conoscerla, che ha caratterizzato la funzione religiosa. Fin dall’attesa sul sagrato, fin da quanto amici e colleghi si sono dati appuntamento davanti al duomo portando in mano una rosa bianca - era presente il preside Francesco Borciani con il sindaco Antonio Fiorentini -, si è percepito che Chiara era stata una persona importante. Ed è per questo che al marito Renzo Raggi e al figlio Alessio, c’è stata un’ampia dimostrazione di affetto e stima manifestata con intensi abbracci. E mentre la bara con sopra un grande cuscino di rose rosse, veniva portato davanti all’altare maggiore, don Maurizio ha iniziato questo toccante momento religioso. Una funzione che ha visto l’insegnante di religione Davide Mancini e tre studenti (Simone, Matteo e Francesco) leggere delle preghiere dei fedeli confezionate appositamente per Chiara. Durante l’omelia, don Maurizio si è soffermato sul concetto del fare il bene. Di quel valore umano e spontaneo che non necessità di un grazie ma fa parte di una precisa cultura, «perché il bene - ha detto il celebrante - è più grande del male».

Al termine, prima che la bara venisse portata fuori dal duomo, tutti i colleghi di Chiara compresi gli insegnanti, si sono avvicinati e hanno deposto sulla cassa quella rosa bianca. Un gesto toccante carico di significato come altrettanto intensa è stata la riflessione che Giovanni Vecchi, ex insegnante di religione ad Argenta, ha tenuto per ricordare Chiara. «Un’amica mite, tenace sempre col sorriso - ha detto -. Una docente nel suo lavoro che si esprimeva con dolcezza». Una riflessione ma anche un invito rivolto ai presenti affinché questo patrimonio lasciato alla scuola da Chiara, non vada disperso.

Giorgio Carnaroli

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google