Avis, dopo i musulmani i donatori ortodossi
Ieri l’accesso dei religiosi nel centro raccolta sangue di corso Giovecca L’influenza ha messo a letto molti iscritti: i vaccinati sono meno del 5%
Il picco dell’influenza tra pochi giorni potrebbe essere alle spalle. A livello nazionale la curva mostra una leggera discesa mentre in Emilia Romagna la scorsa settimana si è raggiunto il punto di massimo dell’ultimo mese.
La conferma di un rallentamento dell’epidemia, anche se «appena percettibile» - precisa la Guardia medica Giambattista Siepe, ieri in servizio nella Cittadella della Salute di corso Giovecca - arriva dall’afflusso dei pazienti al servizio.
«I numeri però restano consistenti- aggiunge Siepe - dalla notte fino al primo pomeriggio di oggi (ieri, ndr) siamo già a 120-130 tra chiamate e visite. In buona parte dei casi si tratta di richieste per sindrome influenzale, anche per le telefonate che arrivano da casa». Ad ammalarsi, da metà dicembre in poi, sono stati circa 3.5 milioni di italiani mentre in provincia l’epidemia ha colpito alcune decine di migliaia di persone. L’anticipo dell’onda epidemica, la parziale scopertura dei vaccini (il trivalente) contro uno dei virus circolanti e una campagna di vaccinazione che non sembra aver raggiunto i risultati sperati hanno messo in difficoltà anche i centri di raccolta sangue.
Nei giorni scorsi l’sos è arrivato da alcune regioni italiane. L’Emilia Romagna ha sofferto la congiuntura stagionale meno di altri territori. I donatori estensi stanno rispondendo bene e, come spiega Federico Gavioli, direttore amministrativo dell’Avis provinciale, «alla fine il dato di gennaio, anche se in calo, non dovrebbe discostarsi più di tanto da quello registrato nello stesso mese dell’anno scorso, quando le donazioni furono particolarmente numerose».
In provincia sono circa 11.500 i donatori, ma meno del 5% (circa 400) sono vaccinati. Ieri mattina sono stati inseriti nei registri come nuovi donatori una decina di iscritti, alcuni molto giovani. Come Silvia, 20 anni, studentessa universitaria di Scienze infermieristiche, diciottenne all’ultimo anno di frequenza all’Istituto Bachelet. Carlotta, 22 anni, che studia Scienze chimiche a Firenze, spiega: «È una scelta giusta». L’associazione, nell’intento di contenere la tendenza al calo delle donazioni (i vecchi iscritti sono tradizionalmente più “attivi” dei giovani), da tempo ha avviato campagne mirate rivolte a classi specifiche di utenza, come gli studenti o il Palio (ieri sui lettini di corso Giovecca si sono distesi una decina di esponenti della Contrada di San Giacomo).
All’inizio di gennaio ha avuto un certo risalto l’annuncio dell’avvio della collaborazione Avis con la comunità musulmana locale.
L’impegno dell’associazione estense nel promuovere la raccolta di sangue non ha subito pause ed è proseguito con il coinvolgimento della chiesa cristiano ortodossa rumena (hanno aderito alcuni religiosi-donatori come il decano Vasile Jora).
Per agevolare l’accesso degli iscritti, inoltre, l’apertura pomeridiana del giovedì è stata raddoppiata al lunedì (ore 16.30-19). L’appello a vaccinarsi (in Emilia Romagna l’iniezione antinfluenzale è gratuita per i donatori di sangue) resta più che mai attuale, ma - rimarcano i dirigenti Avis - sarebbe opportuno farlo quando parte la “campagna” per evitare che l’epidemia possa mettere ko il donatore nel periodo più critico (dicembre-gennaio).
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