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L’orrore infinito delle pulizie etniche

È fuggita dall'orrore di Srebrenica e dal 1995 lavora a Trieste. Dalle colonne del quotidiano locale "Il Piccolo", Azra Nuhefendic continua a raccontare la tragedia delle pulizie etniche, costate la...

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È fuggita dall'orrore di Srebrenica e dal 1995 lavora a Trieste. Dalle colonne del quotidiano locale "Il Piccolo", Azra Nuhefendic continua a raccontare la tragedia delle pulizie etniche, costate la vita a migliaia di bosniaci, molti dei quali finiti in fosse comuni e mai più trovati dai parenti.

«Sono onorata di essere stata invitata a Comacchio a spiegare agli alunni quello che è successo nei Balcani vent'anni fa».

In Europa - spiega Azra - «dopo la seconda guerra mondiale, si diceva mai più genocidi, mai più l'Olocausto e invece in Bosnia a metà degli anni '90 ci sono stati più di 100mila morti, un'intera società distrutta».

Ancora oggi più di 30mila abitanti vivono i traumi della guerra, che è stata combattuta anche con gli stupri, concepiti come strumento di pulizia etnica. «L'odio non è un sentimento normale - aggiunge la giornalista e scrittrice bosniaca -, viene inculcato. Nella seconda guerra mondiale vittime sono stati gli ebrei - prosegue -, poi i musulmani. Voglio far passare un messaggio ai giovani e cioè che bisogna imparare la storia, per prevenire. Chi non impara la storia, non capisce».

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