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Affare Spal-fotovoltaico Quattro anni a Butelli

Affare Spal-fotovoltaico Quattro anni a Butelli

Condannato l’ex presidente: per i giudici incassò i proventi destinati alla società Assolto l’imprenditore Turra. La difesa: equivoci nati da un’operazione virtuosa

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L'affare-fotovoltaico costa all'ex patron della Spal Cesare Butelli una condanna a 4 anni per bancarotta fraudolenta: i giudici hanno accolto buona parte della tesi dell'accusa e ritenuto Butelli colpevole di aver fatto confluire nelle sue società private Grettom ed Etrapiris gli introiti destinati alle casse di Spal 1907. Il pubblico ministero aveva chiesto sei anni di condanna. Assolto invece per non aver commesso il fatto l'imprenditore Remo Turra, che secondo l'accusa sarebbe stato complice di Butelli nella distrazione delle somme, e sarebbe stato favorito nell'evasione dell'Iva attraverso fatture emesse per operazioni inesistenti. Per lui il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a 4 anni. Reato tributario, quest'ultimo, da cui è stato assolto anche Butelli perché il fatto non sussiste.

L'ex presidente Spal invece è stato ritenuto responsabile di una serie di distrazioni di denaro a vantaggio delle sue società private. In particolare, i 950mila euro versati da Turra per l'acquisto di quote Spal, i 500mila euro pagati sempre da Turra per l'autorizzazione unica e l'utilizzo dell'impianto realizzato nei terreni Hera di Ca' Leona, a Casaglia; e ancora 1.367.000 euro finiti nelle casse di Grettom ed Etrapiris per operazioni inesistenti. Butelli è stato ritenuto colpevole dai giudici di primo grado anche per aver fatto confluire nelle sue società 10mila euro dopo la dichiarazione dei fallimento. A questo si aggiunge l'interdizione per cinque anni dai pubblici uffici e la condanna a risarcire la società biancazzurra in sede civile, oltre che al pagamento delle spese processuali.

«Siamo molto soddisfatti per l’assoluzione, che non esito a definire sacrosanta quanto alla posizione di Remo Turra e che conferma l’assoluta correttezza dell’operazione fotovoltaico da parte del mio assistito, che mai si sarebbe dovuto coinvolgere in questo processo - commenta l’avvocato Claudio Maruzzi, difensore dell’imprenditore assolto - Tutto nasce da una serie di equivoci che si sono innescati nell’evoluzione dell’operazione fotovoltaico, una operazione assolutamente virtuosa, che ha portato vantaggi a tutti i soggetti coinvolti, tra cui, all’epoca, la stessa Spal 1907 e oggi i creditori del fallimento della stessa società, che continuano a percepire, e ancora per molti anni, introiti dalla vendita dell’energia prodotta dall’impianto, solo grazie al Gruppo Turra».

Il parco fotovoltaico di Cà Leona venne realizzato a Casaglia sull’area di una discarica di Hera e un terreno inutilizzato e inutilizzabile. Qui vennero installati 251 “girasoli”, per 60.200 pannelli: una centrale di energia che produce oggi 14mila kilowatt in grado di soddisfare il fabbisogno di oltre 6000 famiglie ferraresi. (a.m.)



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