Cannabinoidi, farmaci introvabili
Zappaterra: «La Giunta affronti il tema, riguarda tanti pazienti»
Nella seduta assembleare di ieri la consigliera regionale Marcella Zappaterra ha interrogato la giunta sul tema dei farmaci a base di cannabinoidi.
Farmaci utili a migliorare le vite di chi soffre di patologie come la spasticità secondaria da sclerosi multipla e altre gravi malattie neurologiche, tra cui Sla e morbo di Parkinson.
«Ormai è scientificamente acclarata l’utilità di tali trattamenti a quei pazienti con particolari patologie. – dice la consigliera – . Ciò nonostante vi è una forte difficoltà di reperimento di tali farmaci, a causa dell’inadeguatezza della produzione nazionale e di ulteriori problematiche recentemente insorte nell’importazione dall’estero. Per questo interrogo la Giunta regionale - dice la Zappaterra - per sapere se, vista la drammatica situazione di molti pazienti, sia intenzionata a fare il punto con urgenza sulle effettive necessità a livello regionale al fine di richiedere al ministero un eventuale aggiornamento delle stime di richiesta di produzione e importazione di cannabis medica al fine di soddisfare tutte le necessità e garantire il diritto alla continuità terapeutica».
In Italia, pur tra mille difficoltà e restrizioni, è possibile prescrivere farmaci a base di cannabinoidi. Esistono infatti numerose preparazioni a base di cannabis terapeutica, con diversi valori e rapporti tra i principi attivi, ognuna delle quali meglio si adatta ad una determinata patologia o ad un determinato paziente. «Nonostante però si sia avviata una produzione sperimentale presso l’Istituto Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, il soddisfacimento della domanda nazionale di tali preparati farmaceutici al momento è garantito solo grazie alle importazioni di farmaci, in particolare dall’Olanda, e da un bando di fornitura all’Icfm vinto da una azienda tedesco-canadese. – spiega la consigliera – Diversi pazienti già ad inizio estate hanno denunciato tramite una petizione online, che ha raccolto quasi 45 mila adesioni, che sono costretti ad attendere per giorni prodotti che non vengono dispensati con tempistiche adeguate, senza supporto alcuno, con la conseguente interruzione della terapia anche per periodi medio-lunghi. Queste terapie permettono di condurre vite pressoché normali e dignitose e dovrebbero essere fatte con precisa puntualità e continuità.
«Questa criticità si è drammaticamente accentuata a fine anno quando, finite le scorte disponibili dell’Icfm e terminata la quota di importazioni, i preparati a base di cannabis sono diventati introvabili». (m.puli.)
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