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In Emilia divide la questione “rosa”

La quadra regionale del Pd si è chiusa definitivamente nel tardo pomeriggio e le reazioni vanno dalla sostanziale promozione da parte del segretario Paolo Calvano («una squadra all’altezza del...

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La quadra regionale del Pd si è chiusa definitivamente nel tardo pomeriggio e le reazioni vanno dalla sostanziale promozione da parte del segretario Paolo Calvano («una squadra all’altezza del riformismo di questa terra») e la sostanziale bocciatura delle donne («quote rosa non rispettate»). Per Calvano i “paracadutati” sono stati arginati, «la maggior parte dei candidati è cresciuta e vive in Emilia Romagna e chi tra loro ha il profilo più nazionale ha comunque conosciuto queste terre nella propria esperienza di governo, associativa o di partito, e questa campagna elettorale sarà l’occasione per interpretarne le ulteriori sfumature e potenzialità. Dovranno farlo soprattutto laddove il territorio ha manifestato, legittimamente, la propria necessità di essere rappresentato». Il segretario cita tra i “titoli” rappresentati cultura, scuola, terremoto, economia, vaccini, giustizia, Europa, con il fiore all’occhiello della «bellissima sfida di Lucia Annibali a Parma, nella quale ad essere protagonista sarà il suo coraggio e, più in generale, quello delle donne, le cui battaglie saranno al centro, come sempre, della nostra azione politica e speriamo di governo». Proprio dal mondo femminile arriva però l’affondo, firmato da Lucia Borgarzone, coordinatrice della Conferenza donne regionale del Pd: «Solo il 38,7% di donne nelle liste - si è sfogata in una lettera aperta - Avevamo chiesto la parità di genere e ci era stato assicurato, come Pd Emilia Romagna, che mai saremmo scesi sotto la proporzione fissata dalla legge di 40 e 60. In passato eravamo al 48%». Le pluricandidature non hanno aiutato.

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