Sul Pd meno squassato l’onda lunga di Carife
Le candidature “minimali” hanno lasciato meno traumi che in altri territori Calvano: quadro soddisfacente. Ma gli azzerati ex dem promettono battaglia
A confronto con altri territori, anche vicini (vedi Modena o Bologna), il Pd a Ferrara del post-candidature assomiglia paradossalmente a un’isola di tranquillità, sia pure minacciata dall’onda lunga della crisi Carife. Il “segreto” dei ferraresi è stato il minimalismo di partenza, condensatosi nella presentazione di appena cinque nominativi, tra i quali il ministro Dario Franceschini e la deputata uscente Paola Boldrini, con la rapida uscita dalla mischia del segretario provinciale Luigi Vitellio. Quando ne sono stati inseriti in lista quattro, confermati nella presentazione ufficiale di ieri alla Corte d’Appello, i vertici dem hanno quindi potuto sintonizzarsi sulla frequenza «obiettivo centrato», silenziando i rumori di fondo come i malesseri dei sindaci del Medio e Basso Ferrarese, ben interpretati dall’unico escluso Andrea Marchi. Di questo tenore è il commento ferrarese del segretario regionale Paolo Calvano: «In un quadro che ha visto sul territorio emiliano molte scelte di carattere nazionale, possiamo dire che la rappresentanza ferrarese nelle liste è ampia e variegata, con possibilità concrete di elezione per tutti e quattro i candidati (Barbara Paron e Luigi Marattin, oltre ai due uscenti, ndr). Il quadro può essere considerato soddisfacente». Resta aperta la questione Carife, anche perché il gruppo degli azzerati ex Pd, guidati da Ubaldo Ferretti e Alberto Dolcetti, quest’ultimo candidato in Leu, promette battaglia anche per via dell’inserimento di Marattin nella lista Camera Emilia. «Abbiamo detto chiaramente, anche in recenti abboccamenti con i dem, che non bisognava mettere in lista certi personaggi, chi ha insomma sbeffeggiato i risparmiatori - ribadiva anche ieri Ferretti - Marattin a Reggio è come la Boschi in Alto Adige, una presa in giro. Quindi in campagna elettorale ci faremo sentire». E Dolcetti prepara già iniziative a tema.
La scelta di Marattin in trasferta è una fuga o il tentativo di ingraziarsi gli azzerati? «Lui ha un profilo molto nazionale, soprattutto per gli ultimi anni da consigliere economico di Palazzo Chigi - non si scompone Calvano - È quindi un nome che poteva essere speso al di fuori del nostro territorio, anche extra regione: la sua candidatura a Reggio sta in questo quadro».
Di Carife ha parlato anche Franceschini nel primo intervento post-candidatura. Dopo aver rivendicato di aver lui «scelto la mia terra, quella in cui sono nato e ho vissuto, quella di cui conosco ogni pietra, ogni paese, quella che amo di più da quando la vita e la politica mi hanno portato a Roma», il ministro ha fatto una carrellata sui «tanti problemi, a cominciare da quella sicurezza che i ferraresi pretendono giustamente sia garantita, perché vogliono vivere tranquilli nelle loro strade, alla disoccupazione di troppi ragazzi, sino alla tutela dei risparmi, che in tanti hanno visto scomparire per il colpevole disastro della Cassa di Risparmio». Su questi temi, dunque, Franceschini accetta la sfida elettorale: nel prossimo mese vedremo se e quali sfidanti riusciranno a rivoltarglieri contro. (s.c.)
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