«Visibilità al limite? Usare le luci e rispettare la distanza»
Le prime parole della famosa poesia di Giosuè Carducci dal titolo “San Martino”, suonano oggi come un richiamo per la nebbia che ieri mattina si è abbattuta in buona parte della provincia.Mentre il...
Le prime parole della famosa poesia di Giosuè Carducci dal titolo “San Martino”, suonano oggi come un richiamo per la nebbia che ieri mattina si è abbattuta in buona parte della provincia.
Mentre il poeta toscano faceva richiamo alla “nebbia agli irti colli”, quale periodo di maturazione per il vino nuovo in corrispondenza dell’11 novembre, gli automobilisti ferraresi e non solo devono fare i conti con il pericolo che la nebbia crea nell’ambito delle nostre strade ed autostrade, spesso teatro di gravi sinistri come quello avvenuto ieri mattina in A 13 ha visto in particolar modo coinvolti un furgone ed un mezzo pesante. Ma come comportarsi alla guida dei veicoli, quali precauzioni adottare ce lo spiega Filippo Cusin, istruttore di guida.
«È bene ricordare - dice - che vanno sempre accesi i fari anabbaglianti e i fendinebbia anche di giorno , in quanto le soli luci diurne a led che si accendono in automatico non appena si mette in moto il veicolo non illuminano la parte posteriore del veicolo stesso; con meno di cinquanta metri di visibilità è inoltre obbligatorio accendere anche il faro posteriore per nebbia” spiega Cusin.
«Altro aspetto importantissimo da considerare è la distanza da tenere dal veicolo che sta davanti a noi. In condizioni di visibilità buone infatti è sufficiente tenere la distanza minima di sicurezza, ovvero lo spazio che l’automobile percorre nel cosi detto tempo di reazione che mediamente è di circa un secondo, ma che varia anche in funzione all’età della persona e allo stanchezza dell’automobilista stesso» prosegue Cusin.
«Viaggiando in condizioni di scarsissima visibilità è invece indispensabile avere davanti a noi una distanza pari allo spazio totale di arresto, in quanto nel momento in cui chi ci sta davanti inizia a frenare non è detto che questo lo faccia quando è già contro ad un ostacolo o ad una colonna ferma e quindi anche noi saremmo vittima di un sinistro».
«Per calcolare la distanza totale per potere arrestare completamente il veicolo in maniera rapida durante la marcia è sufficiente dividere per dieci la velocità con la quale stiamo viaggiando e moltiplicare al quadrato il risultato ottenuto, ad esempio ai 50 km/h servono circa 25 metri per arrestare il veicolo. Tale spazio va sempre aumentato in caso di temperature prossime allo zero, in quanto il manto stradale bagnato tende a ghiacciare e quindi non è solo la poca visibilità a creare pericolo, ma anche la minore aderenza alla strada».
Riassumando: usare tutti gli accorgimenti e soprattutto avere tanta prudenza.
Stefano Balboni
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