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«Fu omicidio stradale: condannatelo a 5 anni»

«Fu omicidio stradale: condannatelo a 5 anni»

Sono le richieste dell’accusa al processo per la morte di una donna

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COPPARO. Cinque anni per omicidio stradale, più altri quattro mesi per guida in stato di ebbrezza. È la condanna chiesta dell’accusa nei confronti dell’albanese di 43 anni finito a processo per la morte di Romana Bonaccorsi, la dipendente Cidas rimasta uccisa il 13 aprile del 2016 in un incidente stradale lungo la provinciale che collega Cesta a Copparo. Il processo, il primo per omicidio stradale nella provincia di Ferrara, a quasi due anni dalla tragedia si avvia alla conclusione. Al termine della conclusione il giudice Giacomelli ha disposto un rinvio a marzo, per la sentenza. Nel corso del dibattimento i consulenti delle parti si sono dati battaglia, presentando relazioni con conclusioni molto divergenti sulle responsabilità dell’imputato, il tutto complicato dalla mancanza di testimoni dell’incidente. Il giudice aveva quindi nominato un perito superpartes, e le conclusioni del tecnico del tribunale hanno confermato in buona parte i risultati dell’accusa. L’imputato quella sera viaggiava a bordo di una Daewoo a una velocità di circa 85 chilometri orari al momento dell’impatto frontale con la Punto condotta da Romana Bonaccorsi, ma prima della frenata la l’auto procedeva a circa 105 chilometri orari. Secondo la ricostruzione, il frontale avvenne per un’invasione di carreggiata da parte della Daewoo, e lo scontro fu così violento che la Punto si alzò sulla parte posteriore, e dopo una sorta di virata ormai senza controllo finì contro il muretto di un’abitazione. Ricostruzione contestata dalla difesa, che attraverso i propri consulenti ha fornito altre interpretazioni tecniche del sinistro: «Crediamo nell’innocenza del nostro assistito», ha confermato l’avvocato Massimo Cipolla nel chiedere l’assoluzione dell’imputato. La parola ora passa al giudice.

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