Niente licenza per le scommesse
No del questore all’agenzia che opera col bookmaker non in regola
CENTO. Se il bookmaker straniero non è inserito nella filiera dell'Agenzia dei Monopoli la licenza per la raccolta scommesse non può essere concessa. È sulla base di questo principio, sancito dalla legge italiana, che il questore di Ferrara ha negato la licenza di operare al “Centro trasmissione dati per la raccolta di scommesse su eventi sportivi” di via Cimarosa 6/D a Cento. Già per due volte era stata negata la licenza a operare a un altro soggetto che, negli stessi locali, svolgeva attività di Centro raccolta dati con un altro bookmaker straniero.
Era dunque subentrata un'altra impresa con sede a Pieve di Cento, ma collegata sempre a un bookmaker estero, questa volta il gruppo maltese StanleyBet. La materia, peraltro, è oggetto da diversi anni di un attento esame da parte degli organi centrali, con un contenzioso tuttora pendente su cui la Corte Costituzionale deciderà nelle prossime settimane. Il conflitto nasce tra le norme italiane che sono più restrittive di quelle comunitarie. La legge italiana prevede infatti che questa tipologia di scommesse può essere rilasciata solo a soggetti già concessionari o autorizzati da parte di Ministeri o altri enti.
Nel caso specifico, la StanleyBet non risulta essere in possesso di concessione nazionale per l'accettazione delle scommesse su eventi ippici, su eventi sportivi diversi da quelli ippici o eventi non sportivi, né risulta che abbia regolarizzato la propria posizione. Il passaggio successivo al rifiuto della concessione della licenza (a cui si può far ricorso al Prefetto di Ferrara entro 30 giorni o al Tar entro 60) sarà un provvedimento, emesso dal questore, di immediata cessazione dell'attività di raccolta delle scommesse e si sta valutando se sussistono anche aspetti di rilevanza penale a carico del titolare.
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