Non ci fu concussione Assolto il finanziere
Cadute le accuse a carico del colonnello Parpiglia e dell’imprenditore Ferrari La difesa: «Dopo due anni travagliati, finalmente la verità è venuta a galla»
Erano accusati di concussione, sia tentata che riuscita. Un processo che aveva fatto scalpore, perché sul banco degli imputati c’erano il colonnello Massimiliano Parpiglia, già comandante del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Ferrara, e Paolo Ferrari, imprenditore ferrarese nel settore parafarmaceutico e dell’abbigliamento. Una richiesta di archiviazione, un’imputazione coatta e poi due lunghi anni di dibattimento. E ieri pomeriggio, l’assoluzione. Accuse cadute per entrambi gli imputati, perché il fatto non sussiste, così hanno deciso i giudici Marini, Lepore e Landolfi, a fronte di una richiesta della pubblica accusa di 3 anni e 8 mesi. «Avere avuto fiducia nella giustizia ha premiato - ha dichiarato l’avvocato difensore Alberto Bova - dopo anni travagliati e dolorosi la verità finalmente è venuta fuori».
Il processo era scaturito dall’inchiesta Rimini Yacht. Secondo l’accusa il finanziere e l’imprenditore avevano stipulato un accordo. In cambio di indulgenza nelle verifiche fiscale, il colonnello avrebbe costretto diverse società a entrare in affari con Ferrari, acquistando da quest’ultimo gadget anche a prezzo maggiorato. Sempre secondo la tesi accusatoria, le pressioni di Parpiglia a favore dell’amico-imprenditore sarebbero state compiute ai danni di diverse società tra cui la Eurocosmesi del Gruppo Gualandi (che avrebbe pagato 48mila euro una fornitura di gadget che era stata acquistata per 12mila) e ancora Coop, Les Copains e il gruppo Coswell. Dal canto loro le presunte parti lese, ascoltate a sommarie informazioni, avevano sempre negato di aver ricevuto pressioni o costrizioni da parte di Parpiglia. Lo stesso Gualandi di Eurocosmesi aveva dichiarato, a proposito della fattura incriminata da 48mila euro, di ricordare un importo di soli 8000 euro. Già sulla scorta di questi verbali il pm Castaldini aveva chiesto l’archiviazione delle accuse a carico degli imputati, ma a questa decisione si era opposto il gip che aveva disposto l’imputazione coatta ritenendo necessario un approfondimento dibattimentale. Il processo era partito con il pm Savino; dopo due anni, l’assoluzione. (a.m.)
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