«Brutta deriva fascista» Copparo ci mette un freno
Il sindaco Rossi porta all’esame del consiglio comunale nuove limitazioni di spazi «Vanno difesi i principi della Costituzione e per questo servono segnali forti»
COPPARO . Le parole, a volte, sono segnali. Segnali importanti. Nelle due giornate che parlano di memoria a Copparo, quella organizzata per non dimenticare la Shoah a cura delle primarie e la commemorazione dell’eccidio delle vittime innocenti del bombardamento del campanile di Copparo, il sindaco Nicola Rossi si è espresso con chiarezza incisiva: «L’amministrazione di Copparo proporrà al consiglio comunale alcune misure volte a contrastare la proliferazione di organizzazioni che si rifanno al fascismo, in modo diretto o sfumato, o che propagandano omofobia, transfobia, razzismo in contrasto diretto con la Costituzione ed i suoi principi fondativi».
«C’è una deriva sotto gli occhi di tutti - aggiunge il sindaco -, profondamente allarmante, fatta di azioni o di momenti di propaganda che pretendono essere rievocazioni. Abbiamo in tal senso avviato un confronto con le organizzazioni sindacali: l’intenzione è quella di arrivare a proporre al consiglio comunale, in tempi possibilmente brevi, una serie di misure volte a contrastare la proliferazione di queste organizzazioni che si rifanno direttamente al fascismo, o che propagandano contenuti inaccettabili per i principi della Costituzione».
In concreto, cosa pensate di fare? «Stiamo studiando una revisione dei regolamenti in materia di occupazione del suolo pubblico, di concessione delle sale o degli spazi pubblici, in modo da impedire attività propagandistiche anti-costituzionali. Ci sono diverse città, anche nella nostra regione, vedi Bologna e Cesena, che si sono date degli strumenti di questo tipo. Noi stiamo studiando come intervenire, in modo da poter armonizzare diversi regolamenti in materia e fornire norme chiare e rispettose dei principi della Costituzione, contro chi questi principi non li vuole rispettare. Credo che questa scelta sia necessaria, dopo la mancata approvazione (per lo stop alla legislatura) della Legge Fiano, se non altro perché è evidente che va ripensato il modo in cui questi fenomeni al momento vengono contrastati. I Comuni - aggiunge - possono essere la cinghia di trasmissione in questo senso: i valori costituzionali non devono e non possono essere messi in discussione da nessuno. E se è giusto fare filosofia in merito, servono anche segnali forti e concreti».
Per una questione di tempi, questo discorso non si farà già nel consiglio comunale di martedì, ma con ogni probabilità avrà spazio nell’ordine del giorno successivo, a fine mese o ad inizio marzo.
Alessandro Bassi
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