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dopo il crac  

«Azionisti Carife, serve cautela»

«Azionisti Carife, serve cautela»

Le associazioni dei consumatori mettono in guardia i risparmiatori

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Quale strada è possibile percorrere per i 28 mila azionisti Carife coinvolti dal crac e interessati a riavere almeno parte dei loro risparmi?

La matassa è molto intricata e i tempi si prospettano niente affatto brevi. Intanto Federconsumatori, Adiconsum e Legaconsumatori ci tengono a non spargere illusioni rispetto alla recente sentenza del tribunale di Ferrara che, in sede civile, ha dato ragione a un azionista, stabilendo un risarcimento da parte di nuova Carife (ovvero Bper).

«Per un esito favorevole come questo – dice Roberto Zapparoli (Federconsumatori) – se ne contano altri invece negativi, quindi attenzione. Altre associazioni stanno enfatizzando quel risultato in modo non corretto».

Una doccia fredda in pratica, cui Legaconsumatori aggiunge il carico: «Bisogna diffidare dai falsi profeti, dai paladini del risparmio tradito: certe associazioni utilizzano quella sentenza come paravento per fare nuove iscrizioni».

Il richiamo quindi è alla cautela, perché ogni situazione è diversa dall’altra e soprattutto fino a che non si saranno sciolti ulteriori dubbi è complesso fornire indicazioni chiare. Per esempio poco se ne sa circa l’arbitrato disposto sulla base del fondo di ristoro da 100 milioni aperto dalla legge di stabilità.

«Possibile si verifichi un assalto alla diligenza – prevede Milena Grassi (Adiconsum) – poiché il decreto stabilisce che per l’accesso vale l’ordine cronologico della presentazione della domanda. Sarà decisivo il regolamento attuativo per saperne di più».

Di mezzo ci sono poi le elezioni con l’eccezionale parentesi di incertezza che aprono e un ammontare complessivo che nei migliori auspici andrebbe incrementato, visto che riguarda oltre a Carife anche le altre tre banche poste in risoluzione nel novembre 2015. La terza strada è l’arbitrato per le controversie finanziarie presso la Consob. «È una via interessante – sostengono i legali delle tre associazioni – perché non comporta oneri gravosi, di fronte a un organismo sensibile alle eventuali violazioni dei doveri informativi e che valuterà caso per caso l’adeguatezza dell’investimento e del profilo di rischio del risparmiatore, oltre che l’illiquidità dei titoli». Per attivare questa opportunità va inoltrato reclamo a Nuova Carife e può farlo anche chi lo aveva fatto nei confronti della vecchia banca. Infine, è ancora praticabile la costituzione di parte civile nel processo penale sull’aumento di capitale del 2011, in previsione dell’avvio del dibattimento previsto per il 18 giugno.

Fabio Terminali

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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