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Il parco è ancora senza un gestore

Il parco è ancora senza un gestore

“TerraViva”, il bando è scaduto. Nuovi intoppi per sfruttare l’area

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Il contratto alla società che gestisce TerraViva in Via Vigne è scaduto lo scorso 31 ottobre, ma non è stato emanato un nuovo bando. Per questo i genitori che portano i bambini in questo ampio spazio verde in pieno centro cittadino sono sul piede di guerra, preoccupati che le iniziative educative e didattiche che solitamente si svolgono e in particolare i centri estivi non vengano più attivati. Ad imbrigliare la faccenda sono intoppi burocratici legati al mancato smantellamento delle casette di legno che la stessa società aveva costruito per motivi ludici e didattici. Una eliminazione che il Comune aveva chiesto per questioni di sicurezza, in quanto non risultano a norma, ma che a tutto’ggi permangono. A parlare della situazione è Maurizio Tarantino, uno dei tanti genitori che accompagna a TerraViva i suoi bambini: «Ad un certo punto - spiega - il Comune si accorge che è scaduta la convenzione per la gestione dell’area, che è di proprietà comunale, e nel momento in cui si crea l’esigenza di rinnovare la convenzione, si aggiungono problemi burocratici legati alla presenza delle casette di legno non a norma. In questo modo, senza un nuovo bando, esiste il serio e fondato timore che l’attività estiva venga bloccata e che la città di Ferrara si trovi privata di uno spazio pubblico. Portare i bambini in estate alle 9 del mattino e andarli a prendere alle 17 in uno degli spazi più creativi, era per noi genitori impareggiabile».

Come è consuetudine, i genitori hanno creato un gruppo whats app, nel quale espongono le loro situazioni o proposte. Tra le chat, c’è chi sostiene che «il minimo che il Comune dovrebbe fare è garantire accessibilità (in caso di vie legali il luogo sarà presuppongo inaccessibile) e partecipazione nella scrittura del bando e in generale della destinazione del luogo. Perché TerraViva resti un meraviglioso bene comune», mentre un altro genitore ritiene che «ci siano solo due possibilità: o si è già deciso chi gestirà l’area e quindi si profila una lunga battaglia che non porterà benefici a nessuno, oppure il bando è aperto. In questo caso se le casette pregiudicano l’uscita dello stesso è nel nostro interesse, e credo anche dell’associazione, che non si prolunghino troppo i tempi».

L’assessore al patrimonio Roberto Serra, risponde che prima della scadenza del bando, il Comune ha chiesto alla società di smantellare le casette. «A oggi questo non è stato fatto. Abbiamo incontrato un gruppo di genitori dal sindaco, e nel corso dell’incontro si sono ribaditi i passi formali che abbiamo fatto. Ad oggi è impossibile uscire con un bando finché le strutture non vengono eliminate, e anche se qualcuno si aggiudicasse l’area, non sarei in grado per come è attualmente la zona, di concederle un’area in gestione. Per uscire con un nuovo bando - spiega ancora l’assessore - bisogna che sia ultimata l’ eliminazione, cosa che non è stata fatta nonostante i numerosi scritti inviati. Non è nostro interesse andare in tribunale, però abbiamo bisogno di risposte».

Il progetto dell’amministrazione è comunque quello di mantenere pubblico il luogo, «con attività ludiche, ambientali, didattiche, di condivisone, di orti sociali, e dovrà essere un progetto di apertura al pubblico», conclude Serra.

Veronica Capucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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