La Nuova Ferrara

Ferrara

Esercito e rimborsi Carife, le garanzie di Franceschini

Esercito e rimborsi Carife, le garanzie di Franceschini

Il ministro candidato all’uninominale alla Camera apre la campagna elettorale «La sicurezza non ha colore, il Fondo per il risparmio tradito sarà aumentato»

3 MINUTI DI LETTURA





«Noi abbiamo inaugurato il Meis a Ferrara, altri hanno detto che il Giorno della Memoria bisognava ricordarsi di “andare a pijarlo...” La scelta che gli elettore sono chiamati a compiere il 4 marzo è anche una scelta tra queste profonde differenze. Un Paese complesso come l’Italia ha bisogno di essere governato da chi è in grado di farlo, non ci si improvvisa politici ».



Dario Franceschini, candidato alla Camera nel collegio uninominale di Ferrara, apre la sua campagna elettorale davanti a una platea amica, preceduto dalle parole di supporto del segretario Pd Luigi Vitellio, del consigliere regionale Paolo Calvano, della “collega” in corsa al Senato Sandra Zampa, del sindaco Tiziano Tagliani e di Piero Fassino, capolista del listino proporzionale. «Ma è a tutti gli elettori che dobbiamo arrivare - ammonisce - recuperando il contatto con la gente, tanto più in una fase in cui la rabbia ha tagliato trasversalmente la politica, e con una legge elettorale che torna a introdurre la caratterizzazione territoriale della rappresentanza».

Le pulsioni antieuropeiste, la crisi economica e le nuove paure figlie della società globale, immigrazione in testa, sono tutti elementi di forte polarizzazione, che le urne metabolizzeranno per restituire una visione netta di quello che sarà il futuro del Paese, «chiamato a scegliere tra chi cavalca le paure e cerca un colpevole e chi le vuole affrontare razionalmente e trovare soluzioni». In questa ondata di populismo nella quale, ammette Franceschini, «il rapporto con il Paese si è incrinato», ci sono i problemi tutti ferraresi, che devono essere gestiti «da chi conosce il territorio e non da chi magari non sa dove si trovano via delle Vigne o Massenzatica».

Ci sono i nodi della sicurezza, del lavoro, del risparmio tradito. Sul primo punto Franceschini rivendica il contributo all’invio dell’Esercito alla Gad, a cui si aggiungerà dopo il concorso di primavera l’arrivo di nuovi agenti di polizia «perché la sicurezza non è una questione di destra o di sinistra, ma un problema reale che va affrontato ma non cavalcato o esasperato».

Brucia la ferita dei risparmiatori Carife, una banca «gestita tragicamente male e che sarebbe fallita rovinando tutti quanti». Le parole bail-in o Salvabanche non vengono pronunciate, ma comunque lo si chiami «l’intervento - spiega il ministro - ha permesso di salvare i correntisti e trovare soluzioni per i dipendenti. Gli obbligazionisti sono stati in buona parte risarciti. Resta la rabbia, sacrosanta, degli azionisti, che non sono certo degli speculatori». Per loro Franceschini promette un incremento del Fondo di Ristoro, approvato da Camera e Senato, a oggi di 100 milioni ricavati dai conti dormienti. E a proposito della querela «sbagliata» alla “pasionaria” Mazzoni, il ministro garantisce: «È stata ritirata». (a.m.)
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google