La Nuova Ferrara

Ferrara

LA DOMENICA

Opportunità in Castello

di LUCA TRAINI
Vittorio Sgarbi spiega le opere dell'allestimento in Castello durante l'inaugurazione della mostra
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Vittorio Sgarbi spiega le opere dell'allestimento in Castello durante l'inaugurazione della mostra

Il fondo domenicale del direttore della Nuova Ferrara sulla nuova mostra della collezione Cavallini-Sgarbi e sulle prospettive museali del più importante monumento della città

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FERRARA. Io non so se la collezione Cavallini – Sgarbi sia giunta alla sua tappa definitiva, se dopo aver peregrinato di città in città - ad ogni tappa un’invettiva contro la Ferrara matrigna accusata di rinnegare l’arte e i figli - possa trovare qui uno spazio espositivo permanente: Elisabetta e Vittorio lo chiedono appassionatamente, il ministro Dario Franceschini si è espresso con un’inattesa apertura, ma le resistenze locali pesano anche se tacciono. In piena campagna elettorale, in un collegio tanto influente sui destini delle politiche culturali, scommettere su un esito o l’altro sarebbe un azzardo. Che non corro. Non so come andrà a finire, ma so che sarebbe una sciocchezza lasciar disperdere l’attenzione e l’entusiasmo che si sono accesi attorno al castello, alimentati da un’estrema visibilità e confermati dalle prenotazioni turistiche che già fioccano. C’è un’onda lunga da cavalcare,con l’esposizione permanente o con una robusta offerta di mostre.


Trasferita la Prefettura, liberata buona parte degli uffici della Provincia, la fortezza cittadina degli Estensi è rinata ad una terza o quarta vita a vocazione storico-turistica. Che va coltivata.
L’accordo con l’Ermitage di San Pietroburgo, cinque anni che sono stati un bagno di sangue per le casse pubbliche ma hanno prodotto l’eccellente mostra sul Garofalo, è morto e sepolto.

L’idea di muovere la Pinacoteca nazionale (quadreria di Fondazione Carife compresa) dal piano nobile dei Diamanti è stata bocciata dalla Sovrintendenza. Due occasioni mancate, e un’alternativa ancora da costruire. Il castello non può restare un contenitore sostanzialmente vuoto e spoglio com’è dal 1598 quando gli Este si trasferirono con armi e bagagli, e tesori d’arte, a Modena. Il museo gestito dal Comune funziona, certo; la biglietteria dà soddisfazioni. Ma perché non tentare un salto di categoria? Uno dei castelli più belli e meglio conservati d’Italia, nel cuore pulsante di una città unica... accontentarsi sarebbe un errore. C’è la possibilità di crescere consolidando il polo espositivo, va colta, offrendo uno spazio permanente alla collezione, o strutturando un robusto calendario di mostre rispettose della magnificenza del luogo. Cogliamola.
Buona domenica.

Luca Traini

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