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Accoglienza alla vita Appello a sostegno di una mamma sola

Accoglienza alla vita Appello a sostegno di una mamma sola

«Come Sav abbiamo una storia molto bella da raccontare - ha esordito ieri alla Sala Estense in occasione della 40° Giornata per la vita la presidente Maria Chiara Lega Scutellari - Si tratta del...

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«Come Sav abbiamo una storia molto bella da raccontare - ha esordito ieri alla Sala Estense in occasione della 40° Giornata per la vita la presidente Maria Chiara Lega Scutellari - Si tratta del percorso che abbiamo intrapreso fin dal 14 marzo 1988 per dedicarci alle mamme in attesa dal concepimento fino ai sei anni di età del nascituro. Nel 2017 abbiamo infatti assistito 320 famiglie per un totale di 900 persone di cui 512 bambini. Fra questi 75 sono nati l'anno scorso con otto coppie di gemelli. L'aiuto di molte persone generose ci ha permesso di acquistare la nostra sede in via Arginone 179 e due appartamenti per le mamme in difficoltà, ma purtroppo le necessità sono sempre molto presenti e colgo l'occasione per chiedere l'aiuto per una giovane mamma studentessa di Medicina che ha una bambina il cui padre si è allontanato definitivamente lasciandola senza mezzi».

La presidente ha poi ricordato la figura di monsignor Giulio Malacarne che si affiancò subito al Sav seguendolo finché fu in vita, sostituito oggi da don Matteo Visentini; un pensiero accorato è andato poi a monsignor Caffarra, nel suo periodo episcopale a Ferrara, che aiutò il Sav anche concretamente. L'attività del Sav è infatti a 360 gradi e su questa realtà tanto preziosa si è soffermato l'arcivescovo mons Gian Carlo Perego lodando l'impegno di tutti i volontari, sottolineando l'importanza della casa come luogo che rappresenta la famiglia e soprattutto inseguendo il sogno di portare il Sav all'interno degli ospedali.

«È lì che si dovrebbe operare - ha concluso il vescovo - perché quello è il luogo in cui la vita dovrebbe essere sempre più valorizzata e non per la sua interruzione; solo così si potrà costruire un segno anche dal punto di vista ecumenico e religioso». Hanno preso la parola anche Marilia e Andrea Botti dell’ufficio diocesano per la pastorale della famiglia, mentre hanno concluso il convegno la ginecologa Emanuela Lulli e il medico legale Paolo Marchionni.

Margherita Goberti



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