Lite all’Expo, Sgarbi prosciolto
Il critico d’arte a processo per un diverbio con i carabinieri a Milano
La Corte d'Appello di Milano ha ribaltato la sentenza di condanna di primo grado e ha pronunciato un verdetto di proscioglimento per «non doversi procedere» per Vittorio Sgarbi, condannato a 5 mesi nel 2016, e di assoluzione del suo autista, Nicola Mascellani, nel processo di secondo grado per resistenza a pubblico ufficiale; la vicenda ruotava attorno a un diverbio avuto dal critico d'arte ferrarese ed ex parlamentare con alcuni carabinieri davanti a uno degli ingressi dell'Expo, il 22 maggio del 2015. Mascellani, in particolare, condannato in primo grado a 4 mesi per minacce agli operanti dell’Esposizione Universale milanese, è stato assolto perché «il fatto non sussiste».
I giudici d'appello, poi, accogliendo sia le tesi delle difese di Sgarbi e Mascellani, gli avvocati Giampaolo Cicconi, Paolo Rossi e Andrea Righi, che del sostituto pg Celeste Gravina, hanno stabilito che il reato di resistenza a pubblico ufficiale, contestato originariamente dal pm Elio Ramondini a entrambi gli imputati, era già stato assorbito da quello di oltraggio. Reato, quest'ultimo, che era stato già dichiarato estinto dopo che Sgarbi aveva risarcito la somma totale di 10 mila euro ai quattro carabinieri e di mille euro all'Arma.
Con il verdetto di ieri, tra l'altro, la Corte, a cui erano stati inviati gli atti dalla Cassazione, si è pronunciata anche sul ricorso presentato dal pm Ramondini contro la sentenza di primo grado.
Per la Procura, infatti, il giudice della quarta sezione penale di Milano Marco Tremolada non avrebbe dovuto concedere a Sgarbi l'attenuante del risarcimento del danno, in quanto la cifra pagata dal critico d'arte sarebbe stata «irrisoria in ragione di quanto patito in termini di dileggio» dai carabinieri. Ricorso, però, respinto dalla Corte che ha prosciolto Sgarbi.
Il processo è scaturito a seguito di un diverbio, avvenuto il 22 maggio 2015, davanti all'ingresso 'cargo 6' dell'Expo di Milano, quando il critico d'arte ferrarese e il suo autista arrivarono in macchina «contromano» e senza l'accredito, in occasione dell'inaugurazione della mostra “Il tesoro d'Italia” curata dallo stesso Sgarbi. L'ex parlamentare si sarebbe rivolto con frasi ingiuriose ai militari, che si erano avvicinati al varco dell'esposizione da cui i vigilanti della sicurezza privata non volevano lasciarlo passare. Inoltre, secondo l'ipotesi d'accusa, a conclusione della lite, l'ex sindaco di Salemi avrebbe anche «istigato» l'autista «a proseguire la marcia forzando volontariamente il blocco», costringendo un carabiniere a indietreggiare per non essere investito. Ieri sono arrivati il proscioglimento per Sgarbi e l'assoluzione per il suo autista.
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