Nato nell’800 nel complesso della chiesa di San Nicolò
Secondo la ricostruzione storica dello studioso Francesco Scafuri, prima dell’Ippodromo, il “Deposito Cavalli Stalloni” a metà Ottocento era nel complesso di San Nicolò, nella zona di via Muzzina,...
Secondo la ricostruzione storica dello studioso Francesco Scafuri, prima dell’Ippodromo, il “Deposito Cavalli Stalloni” a metà Ottocento era nel complesso di San Nicolò, nella zona di via Muzzina, dipendente prima dal Ministero della Guerra e poi da quello dell'Agricoltura.
Tale destinazione d’uso rimase immutata fino al 1929, quando gli equini furono trasferiti nel nuovo Ippodromo. La decisione fu presa non solo per motivi igienico-sanitari, ma anche perché il numero degli animali era molto cresciuto: nel 1923 si potevano contare ben 210 stalloni. Il nuovo “Regio Deposito Cavalli Stalloni”, che conosciamo come “Ippodromo comunale di Ferrara”, nella via omonima, sorse per migliorare alcune razze equine con incroci e l'allevamento. Il complesso venne realizzato in gran parte dal 1928 al 1929 a cura dell’Ufficio Tecnico comunale con la direzione dell’ingegnere Dante Gostoli. Attorno al 1929 furono trasferiti nelle nuove cinque scuderie circa 175 stalloni, dei quali 152 cavalli e il rimanente asini: realizzate in muratura e cemento armato, si trovano ancora in prossimità dell’immobile principale
Oltre che dalle scuderie, è costituito tuttora da un grande edificio principale in mattoni “faccia a vista”, disposto su tre piani e composto da tre corpi di fabbrica a forma di U rovesciata. Era dotato fin dall’inizio della pista per le corse al trotto, nonché di due tribune coperte in cemento armato, lunghe 52 metri e con 800 posti a sedere, che si possono ancora vedere nel prospetto nord della costruzione principale. I danni del fortunale del 1995 hanno imposto la demolizione di alcuni fabbricati. Cessate le esigenze che avevano dato vita al “Regio Deposito Cavalli Stalloni”, l’Ippodromo fu destinato fino al 2011 a “Centro Regionale Incremento Ippico”.
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